La Transizione Verde è una presa in giro: curare la natura alterandola è l’ultima delle follie

venerdì 21 Maggio 14:36 - di Antonio Saccà

Ormai é ben riconoscibile la prospettiva, la Prospettiva Verde. La Transizione Verde è conclamata universalmente: economia, ambiente, persino le banche si dedicano a questa trasformazione e si cautelano dal rischio di una possibile crisi per motivi ambientali, l’intero sistema produttivo si volge  alle energie rinnovabili con scadenze precise: nel 2050 il carbone ed il petrolio fonti di  Co2 dovrebbero pressoché dimezzarsi o ridursi di tre quarti. Magistrale! Addirittura l’occupazione perduta da quanti operavano nel ciclo preverde sarebbe risarcita da pluritudini che opereranno nel ciclo verde. Perfettissimo.

Transizione Verde

La stravaganza in questo futuro armonico, irradiante  sta in ciò: mentre si progetta il rinverdimento planetario, una restaurazione della Natura al naturale, si progettano  alterazioni alimentari radicali, proprio alla radice, alle loro modalità di nascimento, peggio ancora nel campo genetico: ma ciò avverrà o si tenterà, dato che ogni manefestazione sessuale ha diritto di tutela secondo la teoria della identità di genere.

Siamo ben lontani dal curare l’ambiente

Non bisogna farsi illusioni, davvero non farsele, la Transizione Verde non sarà un ritorno alla Natura ripristinata come Natura: ma una sovrapposizione tecnologica alla Natura, una Natura non naturale ma architettata dalla scienza. Se da migliaia di anni il latte veniva da capre, mucche, asine, scimmie: addio, i piselli frullati lo sostituiranno; se la carne veniva dagi animali, non più, la carne di soia o di non so che ne prenderà la postazione. Esempi elementari, le vocali della metamorfosi…Non illudiamoci, la vera rivoluzione sarà questa alterazione della Natura, sostituita da elaborazioni artificiali. Siamo lontanissimi dal curare l’ambiente, modifichiamo la Natura e l’uomo.

Non avremo il ritorno alla sana Natura

I sistemi produttivi sono in grado di fare quanto accenno, e faranno quel che sono in grado di fare. E’ perfino immaginabile che inventino malattie per inventare rimedi e averne lungimiranti profitti… Insisto: ciò che è possibile fare finirà con l’essere fatto. Che un sistema produttivo che può trarre latte dai piselli frullati vantaggiosamente non frulli i piselli per fare latte è inconcepibile: frullerà, frulla già… E sarà un frullio in ogni campo artefatto. Ecco che ci (a)spetta. Non avremo il ritorno alla sana Natura, la Natura risanata, avremo una neonatura ed ovviamene un neouomo.

Di cultura, arte, umanesimo non si scorge il fantasma. La svolta è totale, in alto gente che vuole arricchirsi con mezzi alchemici, traforma il fango in merce commestibile agghindandola di prosopopea;ambiente pulito, verde, salute, ma è fango ; in basso, poveri disgraziati raminghi o canaglie di rapina …Chi sa, una minoranza di uomini fedeli all’uomo, arte, cultura, dignità, livello qualitativo…Ciascuno remi la sua barca e si dia una destinazione. I mezzi moderni sono clave assiali da sconvolgere l’ordine cosmico. Potremmo innanzare il livello dell’oceano umano con maree ondosissime. Visto che tentiamo di  rigenerare natura ed uomo potremmo, dicevo, alzare interi popoli alla conoscenza, alla ammirazione per ciò che vale e cessare questa mentalità che è bene ciò che va bene a chi vuole il peggio.

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