La penna Bic compie 70 anni: la inventò un barone ma introdusse la scrittura democratica

lunedì 24 Maggio 16:52 - di Redazione
Bic

Quest’anno la mitica penna Bic compie settant’anni. Era infatti la fine del 1950, ci ricorda l’azienda, quando il barone Marcel Bich, torinese di nascita, lanciò Cristal, la prima penna a sfera utilizzabile nella vita di tutti i giorni a casa, a scuola o in ufficio.

La penna Bic e la scrittura democratica

Una esperienza di scrittura facile e democratica che, ci dice la Bic, cominciò dopo la seconda guerra mondiale nei sobborghi di Parigi, dove il barone cominciò a produrre pezzi di penne stilografiche. Le penne a sfera esistevano già, ma erano imprecise. Bich capì il potenziale di questo prodotto, ma furono necessari lunghi anni di intenso lavoro per arrivare a sviluppare la penna a sfera ideale. La sua occupazione principale era quella di commerciante e produttore di stilografiche e portamine meccanici. Bich acquistò una serie di macchinari di precisione da imprese svizzere allo scopo di fissare una microsfera di carburo ad un supporto di ottone il quale a sua volta era attaccato ad un corpo in plastica.

La Bic è ormai un oggetto di design

Oggi, a 70 anni dalla sua nascita, la bic è universalmente considerata anche un oggetto di design, tanto da essere attualmente esposta in musei prestigiosi come il Museum of Modern Art/Centre George Pompidou a Parigi e il Museum of Modern Art a New York (MoMA) e da essere fonte di ispirazione per artisti e designer che la reinventano trasformandola in creazioni originali, ci ricorda l’azienda. “Per 70 anni, la penna Cristal originale è stata parte fondante della nostra cultura e ha guadagnato fiducia in tutto il mondo grazie alla sua qualità e design puro e semplice”, ha detto in una nota Gonzalve Bich, Ceo di Bic.

Gli effetti della pandemia sull’azienda Bic

La pandemia di Covid-19 ha avuto i suoi effetti anche sulla Bic, azienda francese che produce materiale da cancelleria, penne a sfera, accendini, rasoi, e che è in cerca di nuove strade (si è lanciata nella scrittura digitale) dopo che l’anno scorso ha accusato un forte calo dei consumi nel mondo. L’anno scorso – secondo quanto scriveva Italia Oggi a febbraio – il fatturato è diminuito del 12,6%, attestandosi a 1,6 miliardi di euro. Il risultato netto è stato quasi dimezzato, a 937 milioni.

Le vendite di cancelleria le più colpite dalla crisi

Le vendite di cancelleria (35% del totale) sono state le più colpite (-23,2%) dal momento che hanno sofferto al chiusura delle scuole che ha incrementato l’apprendimento a distanza. Di positivo c’è stato l’incremento delle vendite online (+18%), principalmente attraverso partner come Amazon e Walmart, che rappresentano ormai il 7,3% della cifra d’affari di Bic. Il 2021 si annuncia ancora incerto. La direzione si augura un rimbalzo tra il 5% e il 7% dell’attività a tassi costanti.

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