Il Pg Viola escluso dalla corsa alla Procura di Roma avverte il Csm: basta con i giochini

19 Mag 2021 15:42 - di Paolo Lami

Il Csm continua a fingere di sonnecchiare dopo che il Consiglio di Stato ha bocciato la nomina a capo della Procura di Roma di Michele Prestipino, delfino di Pignatone ma il procuratore generale di Firenze Marcello Viola che, escluso, ha fatto ricorso ai giudici amministrativi e lo ha vinto, invita i colleghi di palazzo dei Marescialli a svegliarsi ricordando loro che quelle emesse dai magistrati palazzo Spada sono sentenze autoesecutive. E, quindi Prestipino deve lasciare la poltrona. E si ricomincia tutto daccapo. Con buona pace di chi s’era apparecchiato tutta la faccenda come, d’altra parte, succede da secoli a questa parte fra le toghe, un andazzo testimoniato dallo stesso Luca Palamara ripudiato dai suoi ex-colleghi.

Insomma il souflè s’è sfasciato. E ora tocca metterci mano. L’ultima cosa che vorrebbero fare al Csm.
Ma, appunto, Viola, difeso dagli avvocati Girolamo Rubino e Giuseppe Impiduglia, ha invitato il Csm a riattivare, in esecuzione alle pronunce del giudice amministrativo, “il procedimento volto alla nomina del Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Roma procedendo, previo il necessario concerto ministeriale, a sottoporre al Plenum le proposte originariamente formulate dalla V Commissione“.

Si torna, insomma, a quel 23 maggio 2019. “Infatti – spiegano i legali dell’attuale Procuratore Generale di Firenze al Csm che, queste cose, dovrebbe saperle a memoria – per effetto delle pronunce del giudice amministrativo, è stato annullato il ‘Provvedimento con il quale, nella seduta del 19.09.19, la Quinta Commissione del Consiglio Superiore della Magistratura, ha disposto la revoca della proposta originariamente formulata a favore” dello stesso Viola.

“E conseguentemente sono stati annullati tutti gli atti successivi che hanno poi portato alla nomina del dottor Prestipino Giarritta quale Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Roma. Per effetto delle suddette sentenze, il procedimento non potrà che essere riattivato a partire dall’ultimo atto legittimo”. Cioè le proposte formulata dalla V Commissione del Csm nella seduta del 23 maggio 2019.

“Peraltro – ricordano i legali di Viola al Csm – il Consiglio di Stato, nelle sentenza relative alla vicenda del dottor Viola, ha chiarito che la ‘legittimità e correttezza (nonché opportunità)’ della ‘scelta comparativa’ ed effettuata dalla V Commissione nella seduta del 23.05.19 non è stato ‘oggetto di confutazione’”.

“Sussistono, peraltro – aggiungono gli avvocati – evidenti ragioni di celerità tali da imporre una rapida riattivazione del procedimento“.

Infatti in seguito alle sentenze emesse dal Tar del Lazio prima e dal Consiglio di Stato, poi, è stata definitivamente annullata la nomina di Prestipino Giarritta quale Procuratore di Roma.

Le sentenze di annullamento del giudice amministrativo sono autoesecutive, producono cioè l’effetto immediato della cessazione dell’incarico annullato, senza bisogno della mediazione di ulteriori atti del Csm – infieriscono i legali di Viola. – Dunque, oggi, per effetto delle suddette sentenze del Giudice Amministrativo, l’importantissimo ufficio direttivo di Procuratore presso il Tribunale di Roma risulta privo del suo titolare“.

Di qui “l’esigenza di concludere celermente il procedimento volto alla nomina del Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Roma” che “è legata anche alla necessità di garantire, in sede di esame delle procedure di conferimento degli incarichi direttivi, l’ordine cronologico“.

“Un differimento del procedimento in questione, peraltro, non potrebbe essere giustificato – avvertono i legali del Pg di Firenze – dall’esigenza di attendere l’esito degli appelli proposti, innanzi al Consiglio di Stato dal Csm e dal dottor Prestipino Giarritta “.

Sia il Csm sia Prestipino, infatti, hanno presentato appello contro la sentenza del Tar Lazio sul ricorso di Francesco Lo Voi, l’altro candidato escluso dalla corsa alla Procura di Roma per assegnare a Prestipino la poltrona che fu di Pignatone.
Non sarà semplice ora né per il Csm né per Prestipino mettersi di traverso.
Ma, come ha raccontato Luca Palamara nel suo recente libro-intervista scritto a quattro mani con Alessandro Sallusti, in Italia le vie della (in)Giustizia possono essere infinite.

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