Il dualismo tra Cina e Stati Uniti minaccia le nostre democrazie: il caos è il nostro orizzonte

venerdì 7 Maggio 13:11 - di Antonio Saccà

Gli uomini, certi uomini, in particolar modo alcune congreghe di uomini e di stati ci avvelenano il piacere di vivere. Ogni giorno ne inventano qualcuna per dissestarci, sfiduciarci, pesare ombre nere sui nostri occhi, temiamo sconquassi economici, guerre pandemoniche di popoli l’uno avverso l’altro, l’uno dentro l’altro, formiche che assalgono campi di altre formiche o combattono nello stesso formicaio,i confini non tengono, le nazioni sono impotenti rispetto a potenze maggiori o a  potenze organizzate in loro delle quali sono parte debole;  qualche stato  vuole dominare, incurante delle leggi. Come riuscire a vivere? Non vi è argine, non vi è più argine, il Dio Termine ha finito di esistere, non vi è diritto, non vi è sovranità. Ecco, non vi è sovranità, siamo società attraversabili.

Se vi è un’epidemia diventa pandemia, se vi è immigrazione nessuno la margina…La vita è incerta,  nessuno schermo, siamo in balia del caso caotico nel presente ed il futuro non ci offre niente di meglio.Continuare la vita, sì, certo, trovarla in una donna, in un’opera d’arte, assolutamente: l’amore e l’arte, il rifugio protettivo dell’umanità. Ma come cittadini siamo  circondati dal tremore dei terremoti. Dalla certezza che una mano può afferrarti, stritolarti a suo piacimento, immiserirti, affamarti, ucciderti, che Qualcuno può fare quel che vuole, si è messo  nei panni di Dio in terra, congreghe di uomini,di potentati, di stati. La vita è indifesa, procediamo incerti quasi che da un momento all’altro potessimo venire scaraventati negli strapiombi, individui, popoli, immiseriti, uccisi da chi governa il mondo con la violenza. Il potere come prepotenza, e basta. Siamo capitati a vivere in questa epoca. Intorno a noi  sbarre di ferro raddioppiate. E’ un’impressione  dovuta  a fattori precisabili:  il recente Virus, che ha universalizzato la coscienza della mortalità dell’uomo; e l’ardua coesistenza degli Stati Uniti con la Russia e con la Cina.

Gli Stati Uniti sono  un problema filosofico più che politico. Raramente un Paese ha contenuto contraddizioni a tale grado di calore. Gli Stati Uniti in sè medesimi vivono gli eccessi estremi. Parte della popolazione  in condizione da invidiare, essa, i popoli reietti, la forza pubblica sovente massacra a piacimento. Indenne da colpa. La popolazione di suo imperversa di lotte tra bande, droga, alcolismo, omicidi, rapine. Le carceri sono stracolme  specialmente di afroamericani, gente che non ha un dollaro per difendersi e tra pena di morte, ergastoli,  condanne estreme, galera e libertà continua un’esistenza di cui non è immaginabile ve ne sia peggiore. Il sogno americano ha gli incubi, nel sogno americano dominano gli incubi. Ma sono  coloro che hanno contenuto e  sconfitto il comunismo dilagante anche se posto la loro egemonia. E, in nome dei siritti umani  che garantirebbero, gli Stati Uniti, si autorizzano l’ingresso ovunque reputano siano lesi i diritti umani!  Controllare il mondo, è il loro fine.

D’altro canto sono il Paese di una libertà di iniziativa somma,l’individuo che vuole fare non ha ostacoli, se non di condizioni da cui inizia,ha larga libertà di pensiero, di religione, è ammirato chi riesce, e se ha oppresso ha tuttavia liberato…E se esistono i miseri vi sono rucchissimi, ricchi, agiati…

La Cina è temibilissima più dell’ex Urss

Ma vi è un punto che rende la situazione esplosiva: il tenere sotto controllo gli sviluppi, i fenomeni degli altri paesi da parte degli Stati Uniti, in specie da parte di taluni presidenti, urta drammaticamente con l’avvento nella società mondiale di un Paese imperiale con metodi diversi: la Cina. E la Cina è temibilissima più dell’Unione Sovietica in quanto la sua penetrazione è apparentemente pacifica: mercantile. E che male ci sarebbe a commerciare se conviene commerciare? Come è noto la Cina è lo Stato più globalista, ha scoperto il libero mercato mondiale pur essendo idelogicamente comunista: una combinazione temibilissima, ripeto, perché un popolo sterminato, con mano d’opera a basso costo e tecnologie modernissime non è mai esistito, di solito il costo miore del lavoro appartiene a società tecnologicamente inferiori.

Il dilemma degli Usa

Gli Stati Uniti sono ben distanti dalla concorrenzialità commerciale cinese. La loro potenza è,oggi, essenzialmente militare. L‘asimmetria di queste due nazioni rende la situazione problematica. Gli Stati Uniti dovrebbero vulnerare la Cina finché sono più potenti militarmente impedendo che la Cina con il primato economico delle esportazioni accresca la sua potenza militare. Fino ad oggi i tentativi di affievolire la potenza commerciale cinese non hanno avuto effetti. Ed è in tal modo che gli Stati Uniti cercano di svilire la Cina, colpendola economicamene e cercando di negarle relazioni economiche con l’Occidente. Ma se questa maniera di operare non dà risultati che avverrà, tenuto conto che la Cina usa il suo immane denare anche per riarmarsi? Vi è una soglia dopo la quale gli Stati Uniti ricorrerebbero alla sola arma in loro possesso, le armi? Il nostro futuro risiede in tale dilemma: se gli Stati Uniti accetteranno il primato cinese o riusiranno senza conflitto a frenarne l’accrescimento. E la circonstanza è peggiore del passato urto con l’Unione Societica, e con la Russia, adesso. Nè Russia né Unione Sovietica detenevano la diffusione commerciale della Cina, la quale “rischia” di congiungere primato economico e primato militare. Davvero un brutto copione.

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