Confessa il rumeno accusato dell’omicidio di Sharon (18 mesi): ne ha abusato e l’ha picchiata a morte

martedì 18 Maggio 20:04 - di Redazione
Como Sharon

Confessa il rumeno Gabriel Robert Marincat, arrestato a 25 anni per l’omicidio della piccola Sharon, figlia della sua ex compagna. La bimba di 18 mesi era morta l’11 gennaio e l’uomo era accusato di averla picchiata provocandole lesioni gravissime. Sul corpicino martoriato della piccola erano poi state riscontrate tracce di violenza sessuale. Oggi l’agghiacciante verità del mostro che ha ammesso tutto: ha abusato della piccola e poi l’ha picchiata fino a farla morire. L’uomo non ha dato spiegazioni sulla sua rivoltante condotta.

La confessione di Marincat: prima l’ha violentata e poi l’ha picchiata a morte

Dinanzi al sostituto procuratore di Como, Antonia Pavan, l’omicida ha ammesso il delitto e gli abusi e ha abbandonato la precedente versione secondo la quale la piccola era stata colpita da una stufetta caduta accidentalmente da un mobile del bagno. La sua versione non ha retto alle risultanze delle indagini dei carabinieri della Tenenza di Mariano Comense che hanno accertato segni di maltrattamenti, percosse e violenze, anche sessuali, subite dalla bambina.

La madre della piccola era al lavoro, lui le mandò la foto della bimba che sembrava addormentata

Quel giorno, l’11 gennaio, la madre di Sharon, Silvia Barni, che fa la barista a Cabiate, esce per andare al lavoro e affida Sharon, la figlioletta di 18 mesi avuta da una precedente relazione, al suo nuovo compagno, Gabriel Robert Marincat. I tre convivono sotto lo stesso tetto da qualche mese ma è la prima volta che Robert e Sharon restano da soli in casa. Durante la breve assenza, Silvia chiama il fidanzato per sincerarsi che la bimba stia bene. Lui la rassicura mostrandole le foto della piccola che, all’apparenza, sembra stia schiacciando un banale pisolino.

La madre in una lettera al Corriere: mi ha ingannato, sembravi assopita

Ma c’è qualcosa che non convince la giovane mamma: “Sentivo nel cuore che c’era qualcosa di sbagliato e ho insistito ancora per accertarmi delle tue condizioni. Mi è stata inviata una foto e sembravi assopita. – scrive nella lettera pubblicata dal Corriere.it – Ho chiesto ancora spiegazioni e mi è stato detto che non era niente, che ti eri solo fatta un po’ male mentre giocavi“. A quel punto, la 25enne chiede a sua madre di andare ad accertarsi delle condizioni di Sharon: è l’inizio di un incubo. “Mi sono allarmata ancora di più e mi è stata mandata un’altra foto dove si vedevano segni sul tuo volto. Mi sono infuriata. – continua – Mi è scoppiato il cuore. I miei dubbi e le mie paure si facevano sempre più grandi e ho chiamato mia mamma perché venisse da te, mia piccola bambina. La tua nonna ha capito subito che stavi male, ha chiamato i soccorsi. Mia bambina“. La piccola viene portata in elisoccorso all’ospedale di Bergamo per un gravissimo trauma cranico. Ma nonostante l’intervento tempestivo dei sanitari,  Sharon muore nel giro di poche ore.

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