Ceneri di Gigi Proietti: l’Ama precisa, ma non smentisce. Raggi resta sotto accusa

mercoledì 26 Maggio 15:23 - di Federica Parbuoni
ceneri gigi proietti

Sulla vicenda delle ceneri di Gigi Proietti, per le quali a Roma non è stata ancora trovata una sepoltura, è intervenuta l’Ama, con un comunicato congiunto con la famiglia del grande attore e Roma Capitale. L’intento era probabilmente quello di sedare le polemiche scatenate dal caso. Ma l’obiettivo è stato mancato. Il comunicato, infatti, non fa che assicurare che «le operazioni di sepoltura sono seguite in stretto raccordo dalla Famiglia Proietti, Ama S.p.A. e Roma Capitale secondo le disposizioni della stessa famiglia del grande artista italiano». Confermando, però, di fatto che un posto a Roma per Proietti, dopo quasi sette mesi dalla scomparsa, ancora non c’è.

La nota di Ama sul caso delle ceneri di Gigi Proietti

«Ama fin da subito – si legge ancora nel comunicato – si è messa in contatto con la famiglia di Gigi Proietti per assicurarne una degna sepoltura. Il Maestro è deceduto il 2 novembre, è stato cremato il 10 novembre e le ceneri sono state consegnate alla famiglia il giorno successivo. Già da novembre dello scorso anno, tecnici di Ama – Cimiteri Capitolini, insieme a un rappresentante di Roma Capitale, hanno effettuato una serie di sopralluoghi con i congiunti del grande artista romano in più aree del Cimitero Monumentale del Verano».

Individuata un’area per «una cappella da edificare»

«La scorsa settimana, i familiari di Gigi Proietti hanno individuato e scelto la soluzione più idonea tra quelle visionate, comunicandola ad Ama e agli uffici preposti di Roma Capitale. La richiesta riguarda la concessione – conclude la nota – di un’area per cappella da edificare, collocata nella parte nuova del cimitero Verano, vicino al Sacrario Militare». Dunque, il comunicato conferma di fatto quanto denunciato da Repubblica, aggiungendo solo l’elemento dell’individuazione di «un’area per una cappella da edificare». Insomma, una roba che a occhio e croce andrà ancora per le lunghe, mentre le spoglie di Proietti riposeranno, a quanto riferito dal quotidiano, in Umbria.

Ama precisa, ma non smentisce: Raggi resta sotto accusa

Il fatto che il comunicato di Ama confermi, piuttosto che smentire, non è passato inosservato. E, infatti, la sua diffusione, se possibile, ha rinsaldato ancora di più la sensazione che la situazione dei cimiteri romani sia totalmente allo sbando. Lo ha detto esplicitamente Michele Anzaldi di Italia Viva, chiedendo al governo il commissariamento del servizio. Mentre Roberto Gualtieri ha ricordato la drammatica vicenda del figlio del deputato Pd, Andrea Romano, anche lui rimasto mesi senza sepoltura. Per il M5s di Roma, però, si tratta solo di «indegno sciacallaggio» politico. La stessa accusa che alcuni ebbero cuore di muovere anche a Romano.

Pierluigi Battista: l’urna di mia madre giace in un deposito

Oggi, poi, un altro nome noto ha denunciato una vicenda simile a quella di Romano e di Proietti. Si tratta di Pierluigi Battista. «Gentile sindaca Raggi, a due mesi dalla morte di mia madre l’urna con le sue ceneri giace in un deposito stracolmo senza possibilità di ritirarla o di darle sepoltura. Tra un comizio e una strada che sprofonda avrebbe la gentilezza di provvedere?», ha scritto il giornalista su Facebook.

Gasparri: «Situazione vergognosa e non più accettabile»

Di «una situazione vergognosa non più accettabile», hanno poi parlato il senatore di Forza Italia, Maurizio Gasparri e l’ex presidente di Ama e responsabile della consulta Ambiente del partito, Piergiorgio Benvenuti. Gasparri e Benvenuti hanno ricordato che la vicenda Proietti è «una situazione gravissima comune a tutti coloro che da mesi stanno attendendo di seppellire i propri defunti, ma che per evidente disorganizzazione della gestione dei Cimiteri Capitolini dell’Ama debbono ancora attendere». «Ora si deve fare piena luce per accertare eventuali responsabilità organizzative e amministrative su tale inqualificabile malfunzionamento dei cimiteri della Capitale d’Italia. Auspicando – hanno concluso – una rinnovata amministrazione all’insegna della competenza».

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