Botte da orbi tra Cecchi Paone e Adinolfi sul ddl Zan: “Massone”. “Vigliacco miserabile” (video)

giovedì 13 Maggio 13:53 - di Angelica Orlandi
Cecchi Paone Adinolfi

Botte da orbi, toni fuori dalle righe. Nella puntata di Zona Bianca  su Rete4 Mario Adinolfi e Alessandro Cecchi Paone se ne sono dette di tutti i colori sul Ddl Zan. Due furie davanti il pacato Giuseppe Brindisi, noto al contrario per il suo aplomb impeccabile e signorile. “Voglio usare il mio tempo provando a difende questo sacerdote e a difendere la posizione dottrinale della Chiesa cattolica. Che ha espresso con un responso firmato da Papa Francesco il no alla benedizione delle coppie omosessuali:  ripeto responsum della Congregazione della dottrina della fede firmato da Papa Francesco. Quel sacerdote non ha certo parlato fuori dalla linea della Conferenza Episcopale Italiana”. L’esordio di Adinolfi,  giornalista, esponente del Popolo della Famiglia, manda in tilt Cecchi Paone. Il tema è divisivo, come si vede. Chi pretende di approvare il testo in fretta e furia non tiene conto di variegate sensibilità.

Ddl Zan: volano parole grosse tra Adinolfi e Cecchi Paone

La replica:  “Questo lo dici tu”, ha interrotto l’interlocutore Cecchi Paone fuori di sé. Adinolfi ha proseguito, noncurante delle ire del collega che stava man mano prendendo fuoco: “Quel sacerdote è un sacerdote coraggioso che rappresenta, non la destra post fascista e clericale; rappresenta l’anima popolare di questo Paese”. Al che Cecchi Paolo lo ha irriso:  “Un Paese che ha votato per il divorzio e per l’aborto, guardati i numeri”. Ed è a questo punto che i frerni inibitori sono crollati in entrambi. Due punti di vista opposti sui contenuti del Ddl Zan non hanno trovato altro incontro che l’insulto. “Anche Arcilesbica è arrabbiata con questa legge, così come le femministe italiane”, incalza il rappresentante del Popolo delle Famiglie, facendo notare che non c’è unanimità sui contenuti del testo di Zan. “Devi stare zitto se no ti ci sbatto in galera – ribatte Cecchi Paone- .Vai in galera perchè sei antipatico e non mi fai parlare. Non rappresenti nessuno questo è un problema”.

“Massone”. “Vigliacco miserabile”

Controreplica punto per punto. “L’ anima popolare che fa sì che questo sia il Paese dove non c’è altro matrimonio che tra uomo e donna – asserisce Adinolfi- ;  non c’è altra adozione che quella che riconosce al bambino il diritto avere un papà e una mamma”. Ancora: “C’è una condizione per cui la tratta dei bambini per transazione finanziaria e commerciale, chiamata “utero in affitto”, è punita dalla legge e dalle sanzioni. E queste sono conquiste di civiltà che uomini di sinistra dovrebbero garantire”. Poi l’invettiva personale: “Solamente i massoni possono sperare in una società in cui i bambini siano comprati e venduti”. Al che Cecchi Paone ha inveito: “Vigliacco e miserabile, questa è da querela. Fascista e clericale, ti faccio togliere la pelle in tribunale”. “Tu sei massone e non mi fai parlare”, ha proseguito Adinolfi. Niente da fare: in studio non si capisce più nulla. Brindisi basito tenta di placarli. Inutilmente.

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