Polizia in Chiesa, caccia ai fedeli che si tolgono la mascherina per fare la Comunione

mercoledì 14 Aprile 7:49 - di Antonio Ballarin

Riceviamo e volentieri pubblichiamo

Egregio Direttore,

nel tempo (ora) nel quale il significato della parola libertà si affievolisce, desidero portare alla Sua attenzione un ulteriore elemento circa le violazioni delle libertà di culto, perpetrate oggi nella “cattolica” Italia.

Il 12 aprile 2021 è la ricorrenza dell’apparizione della Madonna delle Tre Fontane, località sulla via Laurentina, a Roma.

Ho avuto la possibilità di partecipare alla Messa tenutasi alle 11.00 del mattino.

In giacca e cravatta, in una pausa del lavoro, mi reco alla celebrazione all’aperto. La distanza media tra le persone non era meno di due metri.

Dunque, ero seduto su una sedia, in bocca allo scirocco, e intorno a me avrebbe potuto tranquillamente transitare una Smart .

Al momento della Comunione, come si usa da un anno in qua, mi sono messo in piedi, come tutti, per attendere il celebrante che venisse a portare l’Eucaristia. È naturale che quando uno deve portare alla bocca qualsiasi cosa debba necessariamente abbassarsi la mascherina.

Mentre ero in questa posizione, estremamente concentrato nella preghiera, sento la voce di uno che mi viene incontro e mi dice: “coprire naso e bocca”.

La voce la sento lontana, così compreso nell’attesa di un momento che, per la religione che frequento, è sacro. La voce si ripete più volte: “coprire naso e bocca”. Apro gli occhi e vedo un viso che mi scruta inquisitore. Non proferisco verbo.

Sfilo dal mio portafogli un foglietto del mio dottore che dichiara la mia esenzione, per motivi di salute, alla museruola.

La voce comincia a blaterare: “ah, ma allora lei non doveva stare qui, lo dico per la sua salute…” e fesserie simili. Con calma olimpica rispondo: “mi fa fare la comunione?”.

Mentre deglutisco l’Eucarestia, questo signore mi dice, evidentemente irritato: “Se lei mi ha fatto vedere il suo foglio io le faccio vedere questo” e tira fuori una placca della Polizia di Stato, come a dire: “attento con chi parli”. E si dilegua sottraendosi agli sguardi attoniti di chi osserva la scena.

Ora, domando a Lei ed a tutti i giornalisti del Suo Giornale, da quando in qua la Polizia se ne può tranquillamente andare in un luogo sacro a disturbare la gente in preghiera?

Ho sentito, tanto tempo fa, parlare di Costituzione, libertà individuali, diritto al culto… Ah sì! Ho anche sentito parlare di Concordato. Ma mi sa che era proprio molto tempo fa.

A proposito, un poliziotto fa anche la ronda dentro una Sinagoga o dentro una Moschea? Chissà?

Guardie che importunano un credente al culmine della sua preghiera. Però! In 60 anni di vita, non mi era mai capitato. Ho capito che la prossima volta, la Messa, dovrò sentirla in catacomba se voglio partecipare in presenza.

La sottomissione predicata da Maometto si è trasformata nella sottomissione all’isteria sanitaria, con evidente beneplacito del clero, a quanto pare, che predica bene sulla spesa da fare per il corpo (quando, quanto, da-con-per chi e come) e razzola male nei confronti della mia anima.

Antonio Ballarin

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