Minneapolis, scarcerata su cauzione l’agente che ha ucciso Daunte Wright: rischia 10 anni di carcere (video)

giovedì 15 Aprile 10:51 - di Paolo Lami

Kim Potter, l’agente di polizia che domenica scorsa a Brooklyn Center, vicino a Minneapolis, ha sparato e ucciso afroamericano di 20 anni Daunte Wright,  fermato per un’infrazione stradale è stata scarcerata dalla prigione della Contea di Hennepin poche ore dopo essere arrestata, dietro una cauzione di 100 mila dollari .

È il quotidiano Usa Today.a riferire i nuovi sviluppi della vicenda che ha fatto esplodere scontri e incidenti nella città del Minnesota.

Kim Potter, 26 anni, era stata arrestata e incriminata ieri per la morte di Daunte Wright con l’accusa di omicidio colposo di secondo grado.

L’intenzionalità non è una componente necessaria dell’omicidio colposo di secondo grado in Minnesota.

L’accusa può essere applicata in circostanze in cui una persona è sospettata di aver causato la morte per “colpa colposa” correndo un rischio irragionevole ed è consapevole della possibilità di causare la morte di un’altra persona.

L’ex-capo della polizia Tim Gannon, che ha rassegnato le dimissioni martedì, aveva detto di ritenere che Potter avesse erroneamente impugnato la sua pistola invece del suo Taser quando ha fatto fuoco contro Daunte Wright.

Ma la famiglia di Wright ha chiesto che Potter venga ritenuta responsabile. E ha detto di non poter accettare il resoconto della polizia sull’omicidio ricostruito come “un incidente“.

Il procuratore della Contea di Hennepin ha consegnato il caso all’ufficio di Orput, in base a un accordo tra i pubblici ministeri della zona per deferire casi di uso della forza mortale da parte della polizia ad altri uffici.

Oggi pomeriggio è prevista la sua prima apparizione in tribunale. E se riconosciuta colpevole l’agente del Brooklyn Center Police Department rischia dieci anni di carcere oltre a 20mila dollari di multa come prevede la legge dello Stato del Minnesota.

Kim Potter è difesa da Earl Grey, un avvocato che è anche il legale di Thomas Lane, un ex-agente di Minneapolis accusato di favoreggiamento di omicidio di secondo grado e omicidio colposo nella morte dell’afroamericano George Floyd soffocato a terra dalla polizia nel corso di un arresto.

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