Meloni: «Stiamo pagando le scelte scellerate di chi pensava alle primule anziché alle persone fragili»

lunedì 12 Aprile 15:09 - di Mia Fenice
Meloni

«È ancora presto per tracciare un bilancio definitivo ma possiamo già dire che sulle due principali sfide di questo esecutivo, la lotta alla pandemia e la difesa dell’economia, la continuità con Conte è sotto gli occhi di tutti. La campagna vaccinale procede a rilento». Lo sottolinea la leader di FdI, Giorgia Meloni, in un’intervista per il lancio del nuovo sito, il Giornale.it.

«Certo – aggiunge – paghiamo il prezzo di scelte scellerate e di un commissario straordinario che, ad esempio, aveva come priorità la realizzazione di enormi padiglioni-primula invece di mettere in sicurezza anziani e fragili. Era evidente a tutti che questa doveva essere la prima cosa da fare, e Fratelli d’Italia lo ha detto fin dall’inizio, ma siamo rimasti inascoltati. Ora il governo sembra finalmente essersene accorto, come dimostrano le parole del presidente Draghi nella sua ultima conferenza stampa».

«Il decreto sostegni è insufficiente»

«Sul fronte economico – avverte Meloni – lo scenario non è molto diverso. Il decreto sostegni è totalmente insufficiente a mettere in sicurezza il nostro tessuto produttivo. È l’ennesima presa in giro e comprendo la disperazione di chi in questi giorni scende in piazza. Il decreto riconosce aiuti che vanno solo dall’1,7% al 5% del calo del fatturato del 2020 rispetto al 2019. Davvero si pensa che un ristoratore che ha perso centinaia di migliaia di euro possa evitare il fallimento se lo Stato gli dà il 2% di ristoro? È l’ennesima presa in giro», ribadisce.

Meloni: «L’Ue deve svegliarsi»

Giorgia Meloni si soffermata anche sul caso del “sofa-gate“. «La mancanza della seduta per la Von Der Leyen si è trasformato nel messaggio potentissimo di una sottomissione dell’Europa a Erdogan. Ho condannato con forza questo episodio e ho criticato aspramente il comportamento del presidente del Consiglio europeo Michel, che non ha fatto niente per evitare quello che è apparso a tutti come un oltraggio. La verità è che l’Ue deve svegliarsi: in questi anni Erdogan ha trasformato la Turchia in un regime islamista, ha fatto del richiamo all’Islam un’arma da blandire contro l’Europa, ha avviato una politica espansionistica nel Medio Oriente, nel Mediterraneo e non solo».

«Da tempo Fratelli d’Italia – ha ricordato Giorgia Meloni – denuncia tutto questo e ha chiesto di ritirare alla Turchia lo status di Paese candidato all’adesione all’Ue, ma siamo stati tacciati di ogni nefandezza, addirittura di voler alimentare scontri di civiltà. È ora di aprire gli occhi».

Meloni: «Ecr aperta al dialogo con tutti»

Giorgia Meloni nel corso dell’intervista ha parlato anche dell’Ecr. «Il Consiglio di Ecr ha appena approvato il programma di lavoro per il 2021 e sono tante le iniziative che stiamo portando avanti. Siamo ovviamente disponibili a parlare e ad accogliere tutti coloro che intendono condividere i nostri valori e la nostra missione, ma non è al momento all’ordine del giorno uno scioglimento o una fusione di Ecr. Il nostro obiettivo è rafforzare la rete a destra del Ppe, che ormai ha rinunciato alla sua storica vocazione di centrodestra per essere subalterno alle sinistre».

«Non è vero che mancano gli influencer di destra»

«Non è che vero che mancano» a destra influencer e figure di riferimento nel mondo social. Il «problema è che spesso hanno più difficoltà ad emergere perché quando si schierano vengono in buona sostanza linciati dal sistema mediatico e penalizzati. Non aiuta poi la censura dei social nei confronti di chi non si allinea a certi canoni di linguaggio e al pensiero unico. Le regole dei social network impongono una velocità e un linguaggio spesso difficilmente conciliabili con l’approfondimento. Ma ci si deve mettere in gioco il più possibile senza avere la puzza sotto il naso e utilizzare questi strumenti anche per fare cultura e lanciare messaggi più profondi».

«A volte – dice Giorgia Meloni – basta anche solo un’immagine e poche parole o un breve video, ovviamente ben calibrati sul social che si usa, per parlare di temi importanti. Ci sono tanti esperimenti ben riusciti che si trovano online e bisogna sempre testarne di nuovi. È una sfida molto impegnativa ma non si deve aver paura di affrontarla».

 

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