Ergastolo ostativo, Meloni contro la Consulta che vuole abolirlo: «Oltraggio alle vittime della mafia»

venerdì 16 Aprile 15:18 - di Redazione
consulta

Una «sentenza scandalosa». Non usa mezzi termini Giorgia Meloni per commentare la decisione della Consulta che ha definito l’ergastolo ostativo «incompatibile con la Costituzione». Un giudizio innescato da una questione di legittimità sollevate dalla Cassazione sul regime applicabile ai condannati all’ergastolo per reati di mafia che non abbiano collaborato con la giustizia e che chiedano l’accesso alla liberazione condizionale. La disciplina in vigore (ancora per poco, alla luce dell’ordinanza, che sarà depositata nelle prossime settimane) esclude in maniera categorica che un boss mafioso che non abbia collaborato con la giustizia possa richiedere la liberazione condizionale. E questo anche quando il suo ravvedimento risulta sicuro.

Per la Consulta è incostituzionale

Sembrerebbe una norma di buon senso. Per la Consulta, invece, «è in contrasto con gli articoli 3 e 27 della Costituzione e con l’articolo 3 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo». E questo perché fa della collaborazione «l’unico modo per il condannato di recuperare la libertà». Com’è tipico delle cose italiane, dopo l’acceleratore arriva subito il colpetto di freno. «Tuttavia – si legge infatti nella nota dell’Ufficio stampa – l’accoglimento immediato delle questioni rischierebbe di inserirsi in modo inadeguato nell’attuale sistema di contrasto alla criminalità organizzata». Ma tu guarda… «La Corte – prosegue la nota – ha perciò stabilito di rinviare la trattazione delle questioni a maggio 2022».

La leader di FdI: «Sentenza scandalosa»

Da qui l’esigenza di mettere d’accordo il diavolo con l’acqua santa. Toccherà dunque al Parlamento armonizzare il contrasto alla criminalità organizzata con la «necessità di preservare il valore della collaborazione con la giustizia in questi casi». Un coacervo di buone intenzioni che finirà solo per indebolire la lotta alla Piovra. Nel frattempo, il fronte politico è già in ebollizione. «Fratelli d’Italia – ha aggiunto la Meloni – lavorerà fin da subito in Parlamento per scongiurare che questa norma sia considerata incompatibile con il nostro ordinamento. Mi auguro che tutte le forze politiche siano al nostro fianco per impedire questo oltraggio senza precedenti alle vittime di mafia. E ai tanti servitori dello Stato caduti nella guerra alla criminalità organizzata».

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