Disastro Inps, Gasparri chiede la rimozione di Tridico: «Una delle peggiori figure di questa crisi»

lunedì 19 Aprile 9:51 - di Davide Ventola
gasparri tridico

Maurizio Gasparri chiede l’immediata rimozione del presidente dell’Inps Pasquale Tridico, dopo l’ennesima figuraccia con i consulenti del lavoro. “Dopo aver dato chiari segnali di discontinuità all’inizio del suo mandato, ora Draghi si occupi anche dell’Inps e della rimozione di Tridico. Una delle peggiori figure emerse in questa crisi che ha coinvolto economicamente migliaia e migliaia di lavoratori”.

“Dopo aver assistito a mesi di bugie – dice il senatore di Forza Italia – con annunci mai rispettati e cig non pagate, ieri l’ennesima esternazione non corrispondente alla realtà con l’annuncio della totale copertura della Cassa integrazione per i lavoratori. Affermazione prontamente smentita dall’Associazione dei consulenti del lavoro che ha duramente smontato pezzo per pezzo il comunicato con cui l’Istituto rassicurava imprese e lavoratori, senza accorgersi di aver in realtà sbagliato i calcoli delle settimane rispetto ai relativi mesi. Insomma l’ennesima beffa per le aziende e per i tanti lavoratori che dall’inizio di questa pandemia stanno pagando a caro prezzo l’incompetenza della guida grillina dell’Inps. Draghi si occupi subito di questa vicenda che denunciamo da mesi e per la quale si è perso fin troppo tempo, speso sulla pelle di tanti italiani onesti”.

Gasparri sull’ennesima figuraccia di Tridico

Ecco i fatti ai quali ha fatto riferimento Gasparri chiedendo la rimozione di Tridico. “Se non fossimo completamente esausti da questi 13 mesi di pandemia, avremmo anche avuto la forza di spiegare in modo tecnico le assurdità giuridiche contenute nel comunicato stampa con cui l’Inps ha sostenuto che non ci sono vuoti di copertura della Cig. L’Istituto non solo non mette alcuna pezza, ma è anche in ritardo di tre mesi”. Ad affermarlo in una nota il presidente dell’Associazione nazionale dei Consulenti del lavoro, Dario Montanaro.

“Pregiatissimi burocrati del Ministero del Lavoro e dell’Inps, 12 settimane dal primo gennaio non potranno mai terminare il 31 marzo. I festivi, il sabato e la domenica – spiega – sono giorni lavorabili per ogni lavoratore del privato (comprendiamo le vostre difficoltà nel saperlo), soprattutto nelle aziende che più di tutte hanno subito i danni della pandemia (settore pubblici esercizi, commercio, alberghi, ristorazione etc.). Come accidenti riuscite solo a pensare di potere sostenere il contrario? Ma rileggete i comunicati stampa prima di pubblicarli? Perché magari noi associazioni possiamo anche sbagliare o essere imprecisi, ma voi no. Voi dovreste rappresentare lo Stato e la certezza del diritto, oltre che rispettare i consulenti, i datori di lavoro e i lavoratori”.

Inaccettabile per Montanaro anche il rinvio “ad ulteriori istruzioni che saranno contenute in una circolare da emanare. E quando? Per chi? Per i datori di lavoro che hanno già regolato le competenze ai lavoratori per fine marzo e magari si sono impegnati a erogare ferie o altri istituti pur di non fare perdere le giornate retribuite ai lavoratori da mesi sul lastrico? Lo sanno all’Inps che esiste un termine per la registrazione delle presenze, per l’elaborazione delle buste paga e che le norme non sono modificabili a piacimento e sulla base di vostri comunicati stampa?”.

Consulenti del lavoro contro l’Inps

L’Ancl, avverte il presidente, “ritiene che ormai sia impossibile sperare che il ministero del Lavoro e la struttura operativa dell’Inps, possano ravvedersi e recuperare almeno un minimo di competenza giuridica nei contenuti delle loro esternazioni. È chiaro che all’Inps e al ministero del Lavoro, oltre alle carenze tecniche e giuridiche, non conoscono ciò che avviene nel mondo reale, fuori dai palazzi ministeriali. È palese l’irragionevolezza di fare uscire il comunicato stampa nel pomeriggio del 16 aprile, con versamenti effettuati e buste paga chiuse da almeno due settimane. Ma dove vivete?”.

“Volevate tutelare i lavoratori? Troppo tardi! Le buste paga – conclude il presidente Montanaro – sono già definite e pagate. Volevate tutelare le imprese? Troppo tardi! Le presenze ed i conteggi per le competenze retributive si sono chiusi da settimane. Volevate tutelare il governo? Troppo tardi! Chi ha scritto la norma ha di nuovo sbagliato i calcoli delle settimane rispetto ai relativi mesi, e questo è avvenuto a dicembre scorso. Forse è il caso che vi prendiate delle ferie, tanto noi Consulenti del Lavoro da soli agiamo decisamente meglio e non abbiamo bisogno di assurde teorie che stravolgono le nozioni più elementari non solo del diritto ma anche del calendario”.

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