Covid, Pfizer annuncia l’arrivo del vaccino per gli under 16. Il Bambin Gesù: sarà determinante

venerdì 30 Aprile 16:48 - di Prisca Righetti
Pfizer vaccino under 16

Estate? Incrociamo le dita. E mentre ci si augura che la variante indiana non ci rovini le vacanze, Pfizer annuncia l’arrivo del vaccino  per gli under 16. Una novità che  Andrea Campana, responsabile del Centro Covid di Palidoro dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù, definisce «determinante». Del resto, certamente il calo di ricoveri dei bambini è un segnale positivo, ma le prossime settimane saranno delicate… Con un unico evento dirimente: l’arrivo del siero destinato alle immunizzazioni di bambini e adolescenti. Potrebbe riassumersi in queste poche battute il punto sulla situazione epidemica e i suoi riflessi sui minori, che il pediatra del nosocomio capitolino, Andrea Campana, ha fatto all’Adnkronos Salute. Nella sua disamina sui casi di Covid-19 tra i bambini e gli adolescenti, infatti, il pediatra ha messo in luce prospettive e problemi del momento. Tranquillizzando tutti almeno su un punto: la riapertura della scuole non deve preoccupare. «Ormai sappiamo – ha asserito l’esperto – che non incide sui nuovi casi».

Covid, Pfizer annuncia l’arrivo del vaccino per gli under 16. Campana: «Sarà determinante»

Ma c’è di più. L’arrivo, annunciato in queste ore da Pfizer/BioNTech, di un vaccino anti-Covid per le fasce d’età under 16, «sarà determinante». Il pediatra del Bambino Gesù di Roma torna sull’immunizzazione contro il Covid-19 nelle fasce d’età pediatriche. Un evento atteso e da cui ci si aspetta molto. Tanto che, sulla possibilità che i genitori, visto che i bambini sono meno colpiti da Sars-CoV-2, possano fare resistenza al vaccino, Campana osserva: «Le mamme e i papà sono molto coinvolti su questo tema. Sanno che i bambini possono essere serbatoi del virus e contagiare i nonni». Secondo il pediatra, allora, «il futuro saranno poi le co-somministrazioni dell’anti-Covid con i vaccini tradizionali pediatrici: questo permetterà di razionalizzare» terapie e prevenzione.

«Dalle riaperture forse una nuova crescita della curva anche tra i bambini: ma siamo pronti»

Non solo. Nel suo intervento all’Adnkronos, Campana precisa proprio che quello attuale è «momento buono. Dove anche per i ricoveri dei bambini positivi vediamo un calo. E ce lo aspettavamo, perché ormai sappiamo che le misure di restrizione hanno un’onda lunga. Ora però dal 26 aprile abbiamo riaperto: e questo sicuramente avrà un effetto sulla curva dei positivi che si vedrà tra 2-3 settimane. Quindi ci aspettiamo di nuovo una crescita, ma siamo pronti». Infatti, a stretto giro Campana aggiunge: «Ormai abbiamo maturato una certa esperienza che mi porta a essere comunque ottimista per le prossime settimane. Potremmo avere un rialzo della curva dei casi anche tra i bambini. Ma non di gravità della malattia che, anche in questa fase, con la prevalenza della variante inglese, non si è dimostrata più aggressiva».

Tra un mese sarà estate: incrociamo le dita?

Allora, tra un mese sarà estate, i ragazzi come potranno viverla? «Incrociamo le dita – chiosa Campana – abbiamo ancora numeri alti. Dobbiamo stare attenti. Le condizioni climatiche ci aiuteranno, ma serve davvero essere rigorosi nel seguire le indicazioni che fino ad oggi abbiamo avuto. Poi – conclude il pediatra – si deve puntare tanto sulle vaccinazioni. Sui tamponi. E sul tracciamento. Speriamo di poterci godere qualche mese di serenità».

Campana (Bambino Gesù): «Tanti di loro tornano positivi asintomatici»

Ma si sa, quella tra Covid e bambini è un’equazione ancora allo studio. Di cui il pediatra Andrea Campana ha diffusamente parlato con l’Adnkronos Salute, argomentando rischi, progressi e risultati fin qui ottenuti da analisi e studio. «C’è un enorme problema che già stiamo vedendo e vedremo sempre di più nei prossimi mesi: le positività di ritorno asintomatiche», ha esordito il medico nella sua disamina. Poi ha proseguito: «Questo crea un grosso problema, con il rischio di blocco, per tutte le attività no-Covid. Servirebbe un’indicazione del Cts, o del ministero della Salute, per capire se questi bambini vanno considerati come positivi. E quindi c’è necessità della quarantena. Oppure, visti i bassi valori del virus, vanno considerati diversamente perché non posso infettare».

«Servirebbe un’indicazione del Cts, o del ministero della Salute»

E c’è di più. «Spesso questi casi asintomatici li troviamo in bambini che arrivano per un intervento o per un ricovero no-Covid – riferisce il pediatria –. Per entrare in ospedale devono fare un tampone in ingresso e risultano positivi asintomatici, anche se hanno avuto già il Covid. C’è la necessità, dunque, di quantificare il virus in questi soggetti. Studiare bene il frammento dell’Rna. E farne la tipizzazione – rileva Campagna –. Spero che ci daranno una grossa mano i virologi. Ma sarebbe meglio capire già oggi come dobbiamo comportarci. Perché una quarantena per loro e i contatti stretti, vuol dire rimandare interventi e creare ritardi nelle attività ospedaliere».

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