Copasir, lo sdegno dei 40 costituzionalisti: moral suasion di Casellati e Fico o revoca del Comitato

21 Apr 2021 17:01 - di Paolo Lami

E’ un coro unanime quello dei 40 costituzionalisti che chiedono apertamente alla presidente del Senato, Elisabetta Casellati, e a quello della Camera, Roberto Fico, di ripristinare la legalità al Copasir, il Comitato di controllo sui Servizi segreti la cui presidenza, per legge, deve andare all’opposizione, quindi a Fratelli d’Italia, e che, invece, la Lega, pur essendo al governo, si ostina a tenere per se, occupando l’importante ruolo istituzionale con il leghista Volpi. Che non intende mollare la poltrona.

L’ultimo in ordine di tempo a firmare la lettera-appello di 40 fra costituzionalisti giuristi, docenti di diritto e scienza della politica a Casellati e Fico è il presidente emerito della Corte costituzionale, Valerio Onida. Che, come gli altri, chiede un intervento affinché la presidenza del Copasir venga assegnata ad un esponente di un partito dell’opposizione, dopo il nuovo equilibrio politico creatosi con la nascita del Governo di Mario Draghi.
Fdi ha candidato Adolfo Urso che è stato vicepresidente del Copasir fino a qualche giorno fa quando si è dimesso proprio per il rispetto verso un organismo istituzionale che, in queste ore, è, di fatto, sequestrato dalla Lega.

La questione della presidenza del Copasir “è un piccolo problema ma di grande importanza giuridica, politica e costituzionale”, anche “perchè manda un messaggio negativo alla pubblica opinione – osserva il presidente emerito della Corte costituzionale, Antonio Baldassarre, intervenendo alla presentazione della lettera appello di cui è firmatario. – Deve essere dato un messaggio di legalità“, altrimenti “se si dà l’impresione che i parlamentari possono fare qualsiasi cosa e non osservare la legge, ne deriva un messaggio negativo che getta discredito sul Parlamento e sulla classe politica“.

Se l’attuale presidente del Copasir, Raffaele Volpi, non si dimetterà per far posto ad un esponente dell’opposizione, i presidenti di Senato e Camera, Elisabetta Casellati e Roberto Fico, revochino tutti i componenti del Copasir. E’ la proposta di Salvatore Curreri, professore di diritto costituzionale all’Università Kore di Enna, tra i firmatari della lettera-appello ai presidenti dei due rami del Parlamento di costituzionalisti, giuristi, docenti di diritto e scienza della politica, intervenuto alla presentazione del documento in una conferenza nella sala Nassyria di Palazzo Madama.

Curreri cita due precedenti: quello del 21 gennaio 2009, quando gli allora presidenti del Senato, Renato Schifani, e della Camera, Gianfranco Fini, revocarono i componenti della Commissione di Vigilanza Rai, visto il rifiuto di dimettersi da parte di Riccardo Villari. E quello del 24 ottobre 1974, quando Sandro Pertini, presidente dell’Assemblea di Montecitorio, decise di revocare interamente la Giunta delle Elezioni della Camera per la sua “inoperatività”.

Per Curreri perciò “è inutile appellarsi al Presidente della Repubblica” che “non interviene in queste vicende” ed è “molto difficile sollevare un conflitto di attribuzione” di fronte alla Corte costituzionale. Perciò i presidenti della Camera, “prendendo atto che il loro appello è caduto nel vuoto, facciano un’opera di pressione, esercitino la loro moral suasion nei confronti del presidente attuale” del Copasir perchè si dimetta”. Se anche “questo secondo tentativo dovesse cadere nel vuoto c’è il precedente del caso Villari, revochiamo tutta la commissione“.

Anche per Emma Bonino, intervenuta anche lei alla presentazione della lettera-appello la legge non è equivocabile.
“Questo conflitto” sulla presidenza del Copasir da assegnare ad un esponente dell’opposizione “non doveva neanche nascere. La legge 124 è chiarissima nell’equilibrio dei poteri, chi fa e chi controlla”.
E il precedente che confermò alla guida dell’organismo parlamentare Massimo D’Alema “fu un accordo complessivo di violare la legge non di applicare la legge, sarebbe bene non evocarlo se non in termini negativi”.

Bonino ha quindi espresso l’auspicio che “si crei una sensibilità più vasta rispetto a vari temi dello svuotamento del Parlamento e dell’equilibrio dei poteri che ha caratterizzato tanti momenti della vita politica, ma che si è molto aggravato in questi ultimi tre o quattro anni”.

Coprifuoco, controllo esclusivo da parte della maggioranza dei Servizi segreti, sospensione delle libertà costituzionali non sono la normalità in uno Stato democratico. Fratelli d’Italia chiede di ripristinare al più presto la legalità in questa nazione”, è tornato a dire al Tg2 il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, Francesco Lollobrigida.

“L’inerzia dei presidenti di Camera e Senato a questo punto, se prolungata, potrebbe configurarsi come avallo della vera e propria dittatura della maggioranza che si sta verificando in questo frangente – avverte il senatore di Fratelli d’Italia Alberto Balboni, vicepresidente della Commissione Giustizia. – Dittatura della maggioranza che come diceva Alexis de Tocqueville è la peggiore degenerazione della democrazia“.

Commenti

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  • Guendalina 22 Aprile 2021

    C’è una norma che prevedere che il Copasir vada all’opposizione? Sì. I presidenti di Camera e Senato fanno melina, il PdR pure, perché è così difficile intervenire e farla rispettare?

  • Fernando 22 Aprile 2021

    In questo caso si chiama dittatura di maggioranza brutto segno per gli Italia.

  • lamberto lari 22 Aprile 2021

    Come più volte detto e scritto la famosa veste elegante della “DITTATURA DEMOCRATICA”. E sottolineo non è il primo caso anche se questo è talmente eclatante::!!!!

  • Francesco SIGNORE 22 Aprile 2021

    un’ulteriore vergogna è che i presidenti delle due camere debbano essere sollecitati a fare il loro dovere, che non è quello di lavarsene le mani, come hanno fatto finora.

  • Emilio 22 Aprile 2021

    E’ il presidente che non intende dimettersi o è la Lega che intende nantenere la posizione?