Concorsopoli, Gasparri sollecita la Procura di Roma: “Quando si occuperà di Zingaretti?”

mercoledì 14 Aprile 15:08 - di Carlo Marini
zingaretti ANSA

Concorsopoli alla Regione Lazio, con esponenti Pd assunti, vede ancora inoperosa la Procura di Roma, soprattutto su Zingaretti. Un’inerzia che non sfugge al senatore Maurizio Gasparri commissario romano di Forza Italia.

“Quando ci fu il processo su Mafia Capitale – dice Gasparri – Zingaretti fece una imbarazzante testimonianza sulla quale si dovevano sviluppare delle indagini il cui esito però è ignoto. In tempi più recenti è scoppiato uno scandalo di approvvigionamento di mascherine da parte della Regione Lazio sul quale vorremmo conoscere l’esito degli accertamenti della magistratura. Ora per la vicenda del concorso di Allumiere, Zingaretti non può pensare di scaricare tutto sul Presidente del Consiglio Regionale del suo partito, che si è dimesso. Lui era segretario del partito e con altri dirigenti territoriali del Partito democatico deve dare delle spiegazioni”.

Gasparri e la strana coincidenza degli assunti Pd

“Emerge una curiosa presenza in questo concorso di quadri del Partito democratico della provincia di Roma e del resto del Lazio, che hanno partecipato al concorso di Allumiere. Qualcuno forse a metà strada partendo da Colleferro ha cambiato direzione. Ma la lista dei partecipanti è una mappa di un organigramma del Pd, di cui Zingaretti era in quel momento segretario nazionale”.

“Su Zingaretti la Procura di Roma non dà segni di vita”

“La Procura di Roma vuole prendere delle iniziative o no? Civitavecchia indaga perché il concorso si è svolto ad Allumiere ma le assunzioni le ha fatte la Regione Lazio che ha sede a Roma. È impossibile non immaginare una competenza territoriale della Procura di Roma, che ancora una volta sollecito pubblicamente a risponderci su fatti che a mio avviso chiamano in causa Zingaretti”, conclude Gasparri.

Uno scandalo che Gasparri ha segnalato da tempo. “Sono noti i nomi e i cognomi che vedono coinvolto il sindaco di Allumiere Antonio Pasquini,  da tre anni in comando negli uffici della Regione. Un concorso del suo Comune è stato utilizzato per far transitare persone nei ranghi della Regione”. Il senatore azzurro l’ha definita “una vergogna assoluta. Trasparenza. Legalità. Mi recherò negli uffici della Regione, a constatare di persona che cosa sia avvenuto».

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