Uccisi e mutilati 6 leoni in Uganda. Le autorità: «Sono stati prima avvelenati»

sabato 20 Marzo 17:14 - di Redazione
Leoni

Sei leoni uccisi e mutilati. Un vero e proprio scempio che ha per teatro il Queen Elizabeth National Park, nell’ovest dell’Uganda, uno dei parchi nazionali più famosi e visitati del Paese. Il ritrovamento è avvenuto ieri. Lo ha reso noto oggi un funzionario della conservazione, affermando che a causare la morte dei grandi felini, tramite avvelenamento, sono stati probabilmente dei trafficanti di animali selvatici. Lo lascia pensare proprio le amputazioni eseguite sui corpi degli animali. Decisamente raccapricciante la scena che si è parata di fronte ai ranger che per primi si sono trovati sul luogo del misfatto.

È accaduto al Queen Elizabeth National Park

Le sei carcasse dei leoni presentavano mutilazioni in ogni parte del corpo. Tutt’intorno, quasi a circondarli, tanti avvoltoi morti. Circostanza che ha indotto a ritenere certo l’utilizzo del veleno per ucciderli. L’Uganda Wildlife Authority (Uwa) si è detta “molto rattristata” per la morte di questi leoni. Appartenevano, infatti, ad una particolare specie e sono noti per la loro insolita capacità di arrampicarsi sugli alberi della famosa riserva. Sulla vicenda, le autorità ugandesi hanno avviato un’indagine. Un comunicato diffuso dall’Uwa ha reso noto che una squadra sul posto lavora praticamente a tempo pieno con la polizia locale.

I leoni sterminati da trafficanti di organi

«Dato che mancano alcune parti del corpo dei leoni, non possiamo escludere il traffico illegale di specie selvatiche», ha detto in una nota il responsabile delle comunicazioni dell’Authority, Bashir Hangi. Il parco condivide un confine con la Repubblica Democratica del Congo (Rdc) e il suo famoso Parco Nazionale Virunga, un habitat per rari gorilla di montagna, dove si ritiene operino gruppi armati. Non è possibile escludere che elementi di qualcuno di questi gruppi abbia ucciso e poi mutilato i leoni per procacciarsi, attraverso il traffico illegale di organi, finanziamenti per la propria organizzazione. Si tratta, ovviamente di ipotesi. Al momento, le autorità ugandesi non tralasciano alcuna pista.

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