Touami progettava di tornare in Francia. La carriera dell’ex-borseggiatore diventato falsario per l’Isis

lunedì 8 Marzo 16:56 - di Roberto Frulli

Progettava di tornare in Francia a giugno, una volta finita di scontare la pena di due anni di carcere per l’utilizzo di un documento contraffatto, l’algerino 36enne Athmane Touami al quale la polizia di Bari ha notificato un mandato di cattura per partecipazione all’associazione con finalità di terrorismo internazionale Isis/Daesh.

E’ quanto hanno accertato gli investigatori della Digos – Sezione Antiterrorismo della Questura di Bari, supportati da personale del Servizio per il contrasto dell’estremismo e del terrorismo esterno della Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione – Ucigos, nell’ambito dell’attività di monitoraggio degli ospiti del Centro di Permanenza Rimpatrio Bari-Palese.

Touami è sospettato di aver fornito supporto agli autori degli attentati terroristici del teatro Bataclan, Stade de France e di quelli concentrati nel I, X e XI arrondissement di Parigi del 13 novembre 2015.

L’algerino 36enne, proveniente dal Centro di permanenza per il rimpatrio di Torino e già destinatario di un provvedimento di espulsione del prefetto di Milano il 23 dicembre 2018, era stato inizialmente arrestato nel capoluogo lombardo per reati contro il patrimonio.

Inoltre, era segnalato in ambito Schengen ed Interpol dalle autorità britanniche e francesi per ‘attività correlate al terrorismo‘.

È stato durante la sua permanenza nel Cpr di Bari che la Digos del capoluogo pugliese ha svolto indagini più approfondite delegate dalla Direzione Distrettuale Antimafia scoprendo così l’intenzione di Touami di ritornare in Francia.

Prima che decorressero i termini massimi di permanenza nel Centro, il 18 giugno 2019, la Dda di Bari aveva disposto il suo fermo per i reati di uso, detenzione e fabbricazione di documenti falsi e/o contraffatti.

Per questi reati Athmane Touami è stato condannato, in primo grado, con sentenza del 17 marzo dell’anno scorso a 2 anni e 8 mesi di reclusione.

Poi, in secondo grado, il 28 gennaio scorso, la Corte di Appello di Bari -III Sezione Penale ha ridotto la pena a 2 anni di reclusione.

Le ulteriori indagini dirette dalla Dda ed affidate agli investigatori della Digos, effettuate sia con intercettazioni ambientali nel carcere di Bari, sia con l’analisi del telefono sequestrato all’algerino, sia grazie all’apporto di Eurojust, che ha coordinato e facilitato la cooperazione internazionale con le autorità francesi e belghe, hanno permesso di acquisire gravi indizi di colpevolezza nei confronti dell’algerino circa la sua responsabilità per il reato di partecipazione all’organizzazione terroristica Isis e la sua diretta attività di supporto agli autori degli attentati terroristici del teatro Bataclan, Stade de France e degli arrondissement parigini.

Il 3 marzo la Direzione Distrettuale Antimafia di Bari ha emesso nei confronti di Athmane Touami un nuovo provvedimento di fermo per partecipazione all’associazione terroristica internazionale Isis-Daesh, fermo convalidato poi, il 5 marzo scorso, dal gip del Tribunale di Bari, con la contestuale applicazione della misura cautelare in carcere.

A quel punto il provvedimento di fermo è stato notificato a Touami in carcere dove ancora stava scontando la pena. E dal quale sarebb dovuto uscire fra meno di 4 mesi.

Ma qual’è il profilo criminale di Athmane Touami?

Da borseggiatore a falsario insieme ai fratelli Medhi e Lyes per conto di organizzazioni terroristiche e componente di un gruppo di matrice jihadista operativo in territorio francese e belga, con collegamenti in Siria e in altri paesi nordafricani, Athmane Touami  si è radicalizzato in una moschea.

Lui e i fratelli Mehdi e Lyes erano noti alle forze dell’ordine belghe come abili borseggiatori in alcune zone di Bruxelles.

Poi, ad un certo punto, il salto di qualità: da semplici “pickpockets” a specialisti nell’attività di falsificazione e ricettazione di documenti contraffatti, sviluppando, contemporaneamente, un processo di radicalizzazione religiosa anche per i frequenti e prolungati contatti con soggetti organizzatori di filiere jihadiste e militanti in associazioni terroristiche internazionali.

In un’occasione Athmane, intercettato, si vanta di esser riuscito, proprio grazie ai documenti falsi, a muoversi senza problemi sia all’interno che all’esterno dell’area Schengen, raggiungendo perfino il Sud Africa riferendo chiaramente di essere stato anche in Belgio, a conferma della circostanza del coinvolgimento alla rete di contatti della cellula jihadista, e facendo espresso riferimento ad una “ banda specializzata di falsificatori”.

Successivamente gli investigatori trovavano collegamenti fra i fratelli Touami ed alcuni soggetti poi coinvolti in attentati terroristici negli anni 2015 e 2016: Amedy Coulibaly, coinvolto il 9 gennaio 2015 nel sequestro di persona di alcuni clienti in un supermercato di Parigi, con la correlata morte di alcuni di essi; Chérif Kouachi (alias Abou Essen), uno degli autori dell’attentato alla sede del giornale francese “Charlie Hebdo” avvenuto il 7 gennaio 2015 a Parigi; Akrouh Chakib e Abaaoud Abdel Hamid, due degli autori degli attentati commessi a Parigi il 13 novembre 2015.

Anche per Athmane, sempre in contatto con i fratelli anche negli anni della sua permanenza a Londra, emergevano collegamenti diretti e indiretti con soggetti coinvolti negli attentati del 13 novembre 2015 a Parigi (“Bataclan”) nonché numerosi contatti e frequentazioni con soggetti che hanno successivamente riportato condanne per atti di terrorismo“.

Ora il cerchio si è chiuso. Ma quanti altri Athmane Touami sono riusciti ad entrare in Italia e circolano liberamente sul nostro territorio grazie alle politiche immigrazioniste e buoniste del Centrosinistra e dei Cinque Stelle?

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