Scorta a Olivia, il tribunale “assolve” Conte. L’inviato delle Iene: accetto, ma non condivido

martedì 30 Marzo 16:56 - di Redazione

Il tribunale dei ministri ha archiviato l’inchiesta nei confronti dell’ex presidente del Consiglio Giuseppe Conte, indagato per abuso d’ufficio, in relazione all’uso della scorta.

Il fascicolo della Procura aperto dopo una denuncia di FdI

Il fascicolo della Procura di Roma nasce dopo una denuncia di Fratelli d’Italia in merito a un episodio risalente al 26 ottobre scorso, quando la scorta dell’allora premier intervenne per fare uscire da un supermercato la compagna di Conte, Olivia Palladino, mentre all’esterno l’attendeva un inviato delle Iene. I pm capitolini, come da prassi, dopo avere iscritto l’ex presidente del Consiglio, avevano inviato gli atti al Tribunale dei Ministri.

L’inviato delle Iene Filippo Roma: accetto, ma io ho visto una cosa diversa

Se il Tribunale dei ministri ha archiviato l’inchiesta “accettiamo la decisione perché le sentenze vanno accettate. Avrà certamente ravveduto i motivi per l’archiviazione”. Lo dice all’Adnkronos la iena Filippo Roma, che si trovava fuori dal supermercato dove il 26 ottobre scorso si rifugiò Olivia Palladino. Secondo la sua versione la scorta dell’allora premier sarebbe intervenuta per fare uscire dal negozio la compagna di Conte.

“Resta il fatto – dice Filippo Roma – che tutte le ricostruzioni ufficiali raccontate sono discrepanti rispetto a quello che ho visto con i miei occhi e che ho vissuto. Però personalmente sono convinto che in uno Stato di diritto ci si debba affidare alle norme e si debba accettarle, anche quando non le si condivide. E il nostro è uno Stato di diritto, quindi prendo atto della decisione del Tribunale dei ministri e l’accetto”.

La tesi del ministero dell’Interno: la scorta attendeva Conte e non fu mandata per la fidanzata

La tesi del ministero dell’Interno fu la seguente: il “personale di scorta era in attività di osservazione e controllo al di sotto dell’abitazione della compagna del presidente del Consiglio perché Conte era nell’appartamento. La scorta era quindi in attesa del presidente. I poliziotti si sono resi conto della concitazione a pochi metri e un addetto del supermercato ha chiesto aiuto perché una signora era in difficoltà”. Una tesi smentita da Filippo Roma, il quale raccontò che invece la scorta arrivò dopo e che Giuseppe Conte non si trovava a casa della fidanzata in quanto solo mezz’ora dopo l’accaduto era era in collegamento a Palazzo Chigi per la cerimonia in onore di Willy Monteiro Duarte.

 

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