Sanremo, Madame ridicolizza la Azzolina e porta i banchi a rotelle sul palco dell’Ariston

venerdì 5 Marzo 12:57 - di Milena Desanctis
Madame

Madame umilia Lucia Azzolina. Sul palco di Sanremo arrivano i banchi con le rotelle. Occhialetti, cattedra, e un gruppo di studenti fra i contestatissimi banchi a rotelle. Madame in versione professoressa porta in scena all’Ariston “il tema dell’incomunicabilità” e utilizza il palco per denunciare che sulla scuola non è stato fatto nulla. Nella terza serata del festival, quella delle cover dedicate alla grande musica italiana, la giovane rapper veneta ha scelto infatti di cantare Prisencolinensinainciusol, il celebre brano di Adriano Celentano del 1972 considerato il primo rap della musica italiana. Una scelta coraggiosa per un brano con un testo “nonsense” che si basa su una tecnica recitativa che utilizza suoni onomatopeici.

Madame: «Il mondo avanza, la scuola no»

«Oggi parliamo dell’incomunicabilità», ha detto ai suoi “studenti” la cantante 19enne prima di iniziare a cantare. Nonostante l’incomprensibilità del titolo, il messaggio è chiaro. Durante la sua esibizione gli “studenti” si sono mossi seguendo il ritmo della musica girando sul palco proprio seduti ai banchi a rotelle. Banchi che riportano alla mente la fallimentare esperienza del ministro Lucia Azzolina. Madame aveva anche preannunciato su Twitter che avrebbe parlato di “incomunicabilità”. «Questa sera mi vesto da professoressa – aveva scritto la cantante su Twitter – professoressa Madame. Con Prisencolinensinainciusol e i miei amici di avventura vogliamo chiedere All Right? Il mondo avanza, il sistema scolastico no. Tutto Bene?».

Il web si scatena, critiche alla Azzolina

I social network dopo l’esibizione di Madame hanno sparato a zero contro l’ex ministro dell’ Istruzione Azzolina. Scrive un utente: «Prisencolinensinanciusol, remake dello sketch di Celentano, sulla didattica a distanza, i banchi con le rotelle, la scritta “Tutto bene?” alla lavagna: Madame hai vinto». E un altro aggiunge: «I banchi a rotelle, io ti amo». E poi ancora: «Grazie a Madame almeno abbiamo capito a cosa servivano i banchi a rotelle».

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