Roma, Gualtieri scioglie la riserva: si candida a sindaco. Il Pd dichiara guerra alla Raggi

martedì 16 Marzo 16:17 - di Valeria Gelsi
gualtieri sindaco di roma

Ormai manca solo l’ufficialità, perché la riserva, invece, è sciolta: Roberto Gualtieri ha dato la propria disponibilità a candidarsi a sindaco di Roma. La notizia, ormai nell’aria da tempo, è stata confermata da fonti del Pd romano. L’annuncio formale è atteso a breve: entro la settimana, se non già domani.

Gualtieri candidato a sindaco di Roma

Della possibile candidatura di Gualtieri a sindaco di Roma si parla da più di un mese, ma la situazione interna al Pd, prima ancora dei nodi da sciogliere con i potenziali alleati, avrebbe suggerito al diretto interessato cautela nel dare la piena disponibilità. Che, non a caso, arriva all’indomani della pax siglata con l’approdo di Enrico Letta alla segreteria. Ma, sciolto il problema della leadership del partito, altri problemi restano in casa dem, a partire dal nodo delle candidature già esistenti, all’interno del Pd e del centrosinistra, e delle primarie, che dovrebbero servire a dipanarle.

Il nodo delle primarie

In campo per la competizione interna ci sono Giovanni Caudo, presidente civico del Municipio III; il presidente del Municipio VIII Amedeo Ciaccheri, che rivendica di aver mosso i primi passi in politica al centro sociale La Strada; il consigliere regionale di Democrazia solidale Paolo Ciani; Tobia Zevi dello stesso Partito democratico. Indiscrezioni di partito fanno sapere che non è escluso il ricorso alle primarie, ma i rumors dell’epoca Zingaretti dicevano che i vertici si sarebbero risparmiati volentieri il fastidio.

Dal Pd un atto di guerra contro la Raggi

C’è, poi, la questione spinosissima delle alleanze. Prima fra tutte quella con il M5S. Giusto in questi giorni, proprio Zingaretti, l’ha rinsaldata con l’ingresso in giunta di Roberta Lombardi e anche il discorso di insediamento di Letta è andato in quella direzione. Ma l’accordo su Roma è più facile a dirsi che a farsi, perché pure il M5S ha i suoi bei problemucci interni. Virginia Raggi, infatti, ha chiarito che a farsi da parte non ci pensa proprio, ottenendo anche il benestare di Grillo. Solo che una parte dei grillini romani della “sindaca” non ne può proprio più. E quindi in casa M5S capitolina è tutta una lotta neanche più strisciante tra chi fa di tutto per defenestrarla prima delle elezioni e chi fa di tutto per darle almeno la chance di correre. Trovare la quadra, insomma, non sarà semplicissimo, tanto più che la candidatura di Gualtieri ha tutti i connotati dell’atto di guerra alla Raggi.

Calenda punta i piedi: «Ci vediamo alle elezioni»

C’è, infine, anche la questione Carlo Calenda, un altro che a farsi da parte non ci pensa proprio. E che, infatti, prima ancora dell’ufficializzazione, è già partito a testa bassa contro la candidatura di Gualtieri. «Mi sono candidato il 12 ottobre. Ho ritenuto di avvertire l’allora segretario Zingaretti per cercare di tenere unito il centrosinistra», ha rivendicato il leader di Azione, ricordando anche la partecipazione a «un tavolo di coalizione, sparito nel nulla». «Ora apprendiamo dai giornali, altro che tavoli e dialoghi, dell’imminente candidatura di Gualtieri. Appare evidente la scelta di rompere», ha concluso Calenda, avvertendo: «Ci confronteremo alle elezioni».

 

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