Regione Lazio, Zingaretti prende la terza fregatura sulle mascherine. Salvato in corner dalla Finanza

mercoledì 17 Marzo 18:15 - di Paolo Lami

Nicola Zingaretti e il suo capo della Protezione Civile del Lazio, l’ex-capo dei pizzardoni di Fara Sabina, ed x-candidato a sindaco (trombato) per il Centrosinistra, Carmelo Tulumello, prendono la terza fregatura sulla fornitura di mascherine e altri dispositivi di protezione individuale. E, dopo aver sborsato fior di quattrini ai truffatori che li hanno messi nel sacco, vengono salvati in corner dalla guardia di Finanza di Taranto. Che da mesi stava monitorando i truffatori.

È l’ultimo capitolo della commedia delle mascherine fornite alla Regione Lazio durante la prima emergenza Covid, nel marzo 2020.

In quel periodo c’era chi faceva a gara per fornire le mascherine false alla Regione guidata da Zingaretti.

I controlli da parte delle Pubbliche Amministrazioni erano praticamente inesistenti vista la fretta che c’era per accaparrarsi le preziose forniture.

Ma neanche le amministrazioni in quel periodo andavano troppo a fondo sui fornitori. E, così, c’è chi si è infilato facilmente nel business. Come il gruppetto pizzicato dalla Finanza di Taranto. Che, fino al giorno prima, si occupava di integratori alimentari.

Ma, poi, subdorato il business delle mascherine e visti i polli da spennare, si è fatto sotto a Tulumello promettendo una veloce fornitura di mascherine chirurgiche, Fp2 e camici. Tutti rigorosamente certificati e a norma. Peccato che le certificazioni fossero false. Come quelle di altre forniture per le quali, all’epoca, la Regione Lazio aveva scucito altri soldi. Parliamo di contratti da milioni di euro per mascherine fasulle.

È stata la Finanza di Taranto ad accorgersi, nel corso delle attività di monitoraggio delle varie società che offrivano dispositivi di protezione individuale alle Pubbliche Amministrazioni, che quell’azienda che aveva contattato la Regione Lazio per fornire mascherine chirurgiche, Fp2 e camici non aveva i requisiti.

La società ha, dapprima, fornito documenti rilasciati da enti che non rientrano tra gli organismi deputati a rilasciare la specifica attestazione e, successivamente, per superare le criticità emerse durante le procedure di sdoganamento della merce, proveniente da Cina e Turchia, ha prodotto falsi certificati di conformità.

Le indagini, condotte anche con il supporto del Nucleo Speciale di Polizia Valutaria e dell’Unità di Informazione Finanziaria, hanno permesso di bloccare il pagamento a saldo dell’intera fornitura da parte della Protezione Civile del Lazio, pari a circa 25 milioni di euro.

Ma circa 4 milioni di euro erano già stati pagati ai truffatori dalla Regione Lazio. È così i finanzieri si sono dovuti mettere a caccia dei soldi scuciti da Zingaretti e compagni.

I truffatori6 sono finiti ai domiciliari – avevano, infatti, nel frattempo, riciclato i soldi avuto dalla Regione anche trasferendo alcune somme su conti esteri. attraverso lo schermo della società “Internazionale Biolife”.

Gli indagati – Antonio Formaro, Francesco Oliverio, Raffaele Buovolo, in qualità di promotori, e organizzatori e Giocomo De Bellis, Pietro Rosati e Luciano Giorgetti in qualità di partecipanti al “business” – avrebbero promesso alla Protezione Civile del Lazio che le forniture di mascherine sarebbero arrivate dopo 5 giorni. Viceversa sono arrivate solo ad agosto, mentre una fornitura di camici è rimasta del tutto inadempiuta.

Fra le promesse fatte alla Regione Lazio dalle sei persone arrestate dalla Gdf di Taranto oltre a 6 milioni di mascherine – tre milioni chirurgiche e tre milioni del tipo Fp2 – c’erano anche due milioni di camici e tute idrorepellenti, di cui sono stati consegnati solo 147.940 camici, con certificazione di conformità contraffatta.

“La Internazionale Biolife aveva proposto il 27 marzo 2020 all’Agenzia regionale della Protezione Civile della Regione Lazio una offerta per la vendita di 3 milioni di mascherine Ffp2 e 3 milioni di mascherine chirurgiche a tre strati per un ammontare complessivo di 10,8 milioni di euro, da consegnare dopo appena tre giorni il 30 marzo 2020 all’aeroporto di Fiumicino – scrive il gip di Taranto nella sua ordinanza di custodia cautelare  – Il 29 marzo poi ha proposto allo stesso Ente la vendita di un milione di camici idrorepellenti e di un milione di tute isolanti per un ammontare complessivo di 14 milioni di euro. A fronte di questi accordi, la società ha ricevuto un acconto di 4,8 milioni di euro e un altro di 2,1 milioni di euro”.

“La Internazionale Biolife – sottolinea il gip – quando aveva proposto la fornitura di mascherine e camici, non aveva ancora la disponibilità della merce e non aveva neanche contezza della tempistica necessaria per soddisfare le esigenze dell’Ente”.

“Alla data del 28 aprile la Internazionale Biolife non aveva ancora consegnato all’Agenzia Protezione civile della Regione Lazio alcun dispositivo di protezione individuale pur avendo ricevuto il cospicuo anticipo di 4,9 milioni di euro”.

“Dalla Procura di Taranto arrivano notizie inquietanti – dice il consigliere regionale di FdI, Chiara Colosimo. – Come Fratelli d’Italia, come noto, siamo stati i primi a denunciare la vicenda. E ci siamo perfino stancati nel presentare interrogazioni ricevendo come risposte mezze verità o addirittura acclamate bugie”.

”È ancora più deprimente che fino ad oggi nessuno si è sentito in dovere di assumersi la responsabilità di tali nefandezze“, aggiunge la Colosimo puntando il dito su Zingaretti e Tulumello.

“Secondo una ricostruzione fatta dai giornali – ricorda il consigliere di FdI -, Enrico Letta nel suo discorso di accettazione avrebbe pronunciato la seguente frase: ‘Voglio confrontarmi con volti e non con maschere‘. Il riferimento era al Pd. Bene. Dopo le mie innumerevoli interrogazioni e denunce, spero che il nuovo segretario del Pd non se la prenda se utilizzo la sua frase per rivolgermi al presidente ed ex segretario dimissionario Zingaretti: ‘Voglio confrontarmi con volti (magari in Consiglio) e non con mascherine. Scusate, volevo dire maschere…'”.

Commenti

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  • Giuseppe Forconi 16 Aprile 2021

    E’ tutto da ridere, ma forse direi di piangere e a calde lacrime. Questa Italia fa acqua da tutte le parti e quello che e’ peggio ….. gli idraulici…… se ne fregano di riparare o fermare i danni. Qui se ammazzi o rubi vai ai domiciliari e la sera hai pure la moglie che ti riscalda.
    In un serio, ma lontano Paese, giorni fa si e’ scoperto che un autorevole personaggio governativo utilizzo’ del denaro pubblico in regali per ringraziare il proprio staff per il lavoro svolto. Nel giro di 24 ore e’ stat messo fuori e sotto investigazione e non potra’ riprendere il suo posto. Qui’ da noi fai volatilizzare una certa cifra, tipo una 20ntina di milioni di euro, e ti dicono pure bravo, rimani al tuo posto e critichi anche gli altri indicandoli come fessi. Quanto ancora potra’ durare questa musica ??????

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