Pupi Avati gira la “Vita di Dante”: «Nessuno ve lo racconta così». Fra i consulenti c’è Franco Cardini

sabato 6 Marzo 17:40 - di Gigliola Bardi
pupi avati dante

Sarà un Dante molto umano, che «nessun cattedratico oserebbe proporre», il protagonista del film che Pupi Avati si accinge a girare. Le riprese di Vita di Dante inizieranno a metà maggio e si inseriscono nell’ambito delle celebrazioni per i 700 anni dalla morte del sommo poeta. Non si sa, ancora, chi lo interpreterà, né chi darà il volto a Beatrice. I casting inizieranno a breve. Mentre è già stato anticipato che Sergio Castellitto interpreterà Boccaccio. Sarà lui a narrare Dante e la sua vita, per tracciare i quali Avati si è avvalso di consulenti di primissimo piano, tra i quali Emilio Pasquini e Franco Cardini.

«Un grande momento per il cinema»

Ad annunciare l’imminente realizzazione della pellicola, che per Avati rappresenta un sogno che si concretizza, è stata la direttrice di Rai Cultura, Silvia Calandrelli. Il film, ha detto, «sarà un grande momento per il cinema». Le riprese inizieranno il 17 maggio a Cinecittà, poi da luglio si sposteranno a Firenze, nel resto della Toscana e in Emilia. «Se non ci sono incidenti di percorso, perché di questi tempi bisogna essere scaramantici», ha detto Pupi Avati, parlando con l’Adnkronos.

Pupi GigliAvati racconta un «Dante molto umano»

Il suo, ha quindi spiegato il regista, «sarà un Dante molto umano, sarà soprattutto un Dante ragazzo. Lo seguirò nella sua esistenza, da quando a 5 anni perde la madre sino alla morte avvenuta a Ravenna a 56 anni». Dunque, gli attori che interpreteranno il poeta saranno tre, per incarnarne le diverse fasi della vita. Avati ha poi rivelato come il suo rapporto con Dante non sia stato immediato.

Il regista: «La scuola mi ha fatto disamorare di lui»

«La scuola italiana mi ha fatto disamorare di Dante, imponendomi – ha spiegato il regista – di studiare cose che non capivo, anche attraverso un’iconografia che è fortemente penalizzante. Naso pronunciato, profilo arcigno, un’immagine tremenda». Poi, ha aggiunto, «c’è tutta una letteratura che lo rappresenta superbo, altero». Ma, ha sottolineato Avati, «non è assolutamente così, è distante anni luce dalla verità». «Basti leggere la “Vita Nuova”, il suo rapporto d’amore con Beatrice, una sorta di diario adolescenziale, un’età in cui mi ritrovo, che ho vissuto ragazzo con tutte le sue problematiche e criticità».

Avati propone un Dante “inedito”

Quindi, ha annunciato Avati, «parlerò di un Dante che nessun cattedratico oserebbe proporre». L’intento è avvicinarlo «a un pubblico più vasto, perché è un essere umano veramente speciale». «E lo avvicino attraverso Boccaccio, interpretato da Sergio Castellitto, che fu il primo che ne scrisse la biografia», ha spiegato Avati, chiarendo che il suo ultimo film, Lei mi parla ancora, tratto dal libro di Giuseppe Sgarbi, padre di Vittorio ed Elisabetta, «mi ha dato molto coraggio per affrontare il progetto “dantesco”. Non mi aspettavo il successo. È stato un regalo che mi ha fatto la provvidenza, un film miracoloso».

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