«Più reddito di cittadinanza agli immigrati»: il delirio del presidente grillino dell’Inps Tridico

venerdì 26 Marzo 8:29 - di Lucio Meo

Ricordate Pasquale Tridico, il presidente dell’Inps di simpatie grilline reciproche, passato alla storia oltre che per i ritardi nell’erogazione della Cassa integrazione, anche per il suo auto-aumento di stipendio in piena emergenza Covid? Bene, è dopo aver salvato la poltrona si è rifatto vivo con una idea folgorante: aiutare le imprese? Dare la Cigs con più rapidità a chi ancora la aspetta? Migliorare i ristori ai cittadini? No, aumentare il reddito di cittadinanza agli immigrati…

Tridico e il reddito di cittadinanza per attirare immigrati

“Il reddito di cittadinanza è un argine importante contro la povertà assoluta che è aumentata con il Covid, raggiunge 3 milioni di persone e l’importo medio è di 550 euro. Ora sono necessarie risorse aggiuntive soprattutto per le famiglie numerose e gli immigrati”, dice Pasquale Tridico, presidente dell’Inps, intervistato dalla Stampa. “Il reddito – ricorda – prevede un requisito di residenza in Italia di dieci anni, mi sembra eccessivo e non esiste in nessun Paese europeo. Quanto alle famiglie numerose, occorre aumentare il sussidio in base ai componenti del nucleo, oggi al massimo si arriva a 1.330 euro. O si cambia la scala di equivalenza, oppure si potrebbe agire sul contributo da 280 euro legato all’affitto. L’idea sarebbe di modularlo in base al numero dei familiari per raggiungere maggiore equità”, spiega ancora il presidente dell’Inps.

Il presidente grillino che doveva anche fare il ministro…

Pasquale Tridico, oltre che guidare l’istituto di previdenza, era stato candidato dal Movimento 5 Stelle a fare il ministro del Lavoro prima delle elezioni politiche del 2018, per poi finire, nel 2019, a fare il presidente dell’Inps “sopravvivendo” a tre governi.  “Nei mesi più acuti della pandemia è stato al centro di polemiche feroci alimentate da Matteo Salvini, Giorgia Meloni e Matteo Renzi, che lo accusavano dei ritardi della cassa integrazione”, scrive la Stampa.

A metà intervista arriva finalmente anche la domanda imbarazzante. L’Inps ha i dati delle persone che hanno la priorità nelle somministrazioni? «Siamo stati contattati la settimana scorsa dal Mef per mettere a disposizione dello Stato i dati dei cittadini con disabilità caricandoli sulle tessere sanitarie. Lo abbiamo fatto in due giorni, dopo un’interlocuzione con il Garante della privacy».

Il Garante, intanto, ha comminato all’Inps una multa di 300 mila euro. Soldi degli italiani, ovviamente.

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