Pioggia di insulti sul grillino Di Stefano costretto a scusarsi con l’avvocato dei Cinquestelle espulsi

venerdì 5 Marzo 21:06 - di Paolo Lami

La cartina al tornasole  della Waterloo M5S è un imbarazzante post su Facebook con il quale il sottosegretario al ministero degli EsteriManlio Di Stefano, il capino coperto di cenere, sfoderando quell’umiltà (di circostanza) che non è notoriamente la sua dote migliore, si genuflette davanti all’avvocato Lorenzo Borré, legale di buona parte degli espulsi grillini, chiedendo scusa per gli attacchi che lui stesso incautamente sferrò contro il noto civilista romano.

Si intuisce che, dopo gli insulti dal sen fuggiti, qualcos’altro deve essere accaduto perché l’inchino di Di Stefano a Borrè è di quelli d’altri tempi. E fa più rumore della rotula che impatta sul sacro marmo.

Non per niente, qualche attimo dopo l’ottocentesco inchino, la rissosa galassia grillina è esplosa come un sol uomo coprendo di insulti il malcapitato Di Stefano “colpevole” di aver svenduto la faccia del MoVimento per un piatto di lenticchie.

Ora quante siano questa lenticchie non è chiaro ma, ad occhio e croce, non dovrebbero essere poche.

È molto probabile che, per quegli insulti distribuiti con tanta leggerezza, Di Stefano – noto al grande pubblico per aver confuso la Libia con il Libano – si sia beccato una denuncia civile dall’avvocato con relativa richiesta danni.

Da qui, tiriamo a indovinare, probabilmente un tentativo di conciliazione fra le parti chiuso, forse, con un patteggiamento che includeva certamente le scuse pubbliche di Di Stefano a Borré e, magari, anche un bel gruzzoletto tratto dal favoloso stipendio di Manlio.

Quanto è grosso questo gruzzoletto non è dato da sapere.  Ma non deve essere proprio un’inezia considerando la strepitosa capriola dialettica che ha fatto Di Stefano per ingraziarsi l’avvocato Borrè.

“Due anni fa, durante un comizio – esordisce Di Stefano – soprannominato Stanlio dai suoi detrattori – all’indomani di un convegno organizzato da un’associazione di giuristi a Milano riguardante il M5S scrissi un duro post di condanna nei confronti dei relatori avendolo percepito come un attacco al Movimento”.

”Oggi, a fronte di chiarimenti intercorsi – prosegue imperterrito il povero Di Stefano con la lingua oramai felpata – e di una valutazione più approfondita, riconosco che le critiche rivolte all’avvocato Borrè sono frutto di un errore di esternazione non avendo mai inteso mettere in discussione la sua rettitudine professionale”.

“Stanlio” non aveva neanche finito di parlare che veniva investito da una gragnola di insulti e sbeffeggiato dalla base grillina inferocita per quello che considera un tradimento plateale.

“Il buon Stanlio chiede scusa in ginocchio all’avvocato Borré il quale ha più volte vinto cause intentate da attivisti e parlamentari all’M5S”.

Da lì si sono aperte le cataratte ed è venuto giù il diluvio. In molti casi irripetibile.

“Grande Stanlio, facce ride”, scrive Stefano Piazza.

”E togliti la caramella Mou dal palato”, lo sbeffeggia un altro.

”Un errore? – lo incenerisce l’utente Rover Ragazzini- Se uno guidando l’auto fa la vostra stessa quantità di errori , la patente gli durerebbe 24 ore”.

 

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