Palù su Astrazeneca: basta panico. I vaccini sono sicuri, se leggessimo i bugiardini di altri farmaci…

martedì 16 Marzo 10:29 - di Lara Rastellino
Palù su Astrazeneca e decessi

Palù su Astrazeneca: basta panico in mancanza della prova scientifica di un nesso causa-effetto. Anzi, bisogna ricordare che i vaccini sono tra i farmaci più sicuri. Che da un secolo a questa parte hanno allungato la nostra aspettativa di vita di 30 anni. E riflettere sul fatto che, se leggessimo i bugiardini di altri farmaci… Dunque, mentre tutti si affannano a dire che la sospensione di Astrazeneca è dettata dai dati, semntendo di fatto che la scelta possa essere dettata da fattori di emotività, il professor Giorgio Palù, presidente dell’Aifa, in un’intervista al quotidiano Il Corriere della Sera si focalizza su tempistiche e modalità della decisione che ha gettato nel panico tutti: vaccinando e vaccinati. E spiega: «Tutto ha origine dall’iniziativa del Paul Ehrlich Institute, l’ente regolatorio e di ricerca tedesco. L’istituto ha suggerito al ministro della Salute Jens Spahn di sospendere temporaneamente e in forma cautelativa il preparato di AstraZeneca in seguito al verificarsi di 6 casi di tromboembolia in soggetti di sesso femminile. Due dei quali mortali. Questi casi sono stati messi in relazione temporale con la dose inoculata».

Palù su Astrazeneca e decessi: «L’evidenza scientifica di un nesso causa-effetto ora non c’è»

Ma, prosegue Palù, «l’evidenza scientifica di un nesso causa-effetto al momento non c’è. Un caso analogo di trombosi venosa profonda si era verificato anche in Olanda. Questi eventi si aggiungono a quelli riportati precedentemente in Danimarca e Austria. Da qui, Olanda, Francia, Germania, Spagna e poi anche l’Italia, hanno deciso “a cascata” di sospendere in via cautelativa e temporanea il preparato anti Covid. Almeno fino a che non si esprima l’Ema. L’agenzia regolatoria europea dovrebbe acquisire i dati di farmaco vigilanza e delle autopsie sulle persone decedute entro giovedì, per dare una risposta».

Palù su Astrazeneca e decessi: cercare se nelle vittime c’erano già alterazioni della coagulazione»

«Nei 12 milioni di vaccinati del Regno Unito e nei 5 milioni dell’Unione europea, i casi registrati di questi eventi gravi erano finora prevalenti in persone anziane, età media 70 anni», ha proseguito Palù. Dunque, incalza su riscontri e argomentazioni, «l’incidenza è nettamente inferiore a quella di un caso su mille circa, tipico di queste manifestazioni. Bisognerà vedere se le donne morte in Germania avevano condizioni predisponenti la trombosi, come l’assunzione della pillola anticoncezionale. Oppure altre alterazioni di base della coagulazione».

«L’Ema ha valutato con costanza rischi/benefici»

Il numero uno di Aifa dunque ribadisce dubbi e perplessità in merito ai sospetti scatenati dal siero vaccinale dell’azienda anglo-svedese. E rilancia: «È improbabile un nesso causale diretto tra vaccinazione e decessi. Al massimo potrebbe esserci una concausa nel senso che i problemi potrebbero riguardare solo persone predisposte a sviluppare queste patologie». D’altro canto, sottolinea ancora Palù, «l’autorizzazione ad AstraZeneca da parte di Ema è stata data condizionatamente a una costante valutazione rischi/benefici. L’agenzia e le autorità sanitarie e nazionali svolgono un’azione di stretta sorveglianza proprio per intervenire rapidamente».

«I vaccini sono i farmaci più sicuri. Dal ‘900 a oggi hanno aumentato l’aspettativa di vita di 30 anni»

«Si hanno meno timori a ingurgitare una pillola. Nei bugiardini dei medicinali più banali comunemente usati sono elencati una sfilza di effetti indesiderati molto superiori a quelli dei vaccini. Ci dimentichiamo che sono i farmaci più sicuri. Meno costosi. E che ogni anno salvano 2,5 milioni di vite umane. Hanno reso all’umanità un grande servigio: aumentare la speranza di vita dai primi del ‘900 a oggi di quasi 30 anni», ha concluso Palù, sfoderando l’argomento vincente. Il più convincente di tutti.

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