Oxford, dopo l’assalto a Omero se la prendono con Mozart e Beethoven. Maschi, bianchi e europei

martedì 30 Marzo 18:17 - di Adele Sirocchi
Mozart Beethoven

Mozart e Beethoven? Sono bianchi, maschi e europei. La loro musica è da ridimensionare. Così i professori  di Oxford, secondo quanto rivela il Telegraph, intendono riformare i corsi per decolonizzare l’offerta musicale dell’università. Una graziosa concessione ai militanti di Black Lives Matter.

Mozart e Beethoven via, no alla musica europea bianca

I professori hanno detto che il repertorio classico insegnato a Oxford, incentrato su Mozart e Beethoven, è troppo basato sulla “musica europea bianca del periodo degli schiavi”. Bisogna aprire il ventaglio formativo e offrire “musiche diasporiche africane”, “musiche globali” e “musiche popolari”.

L’esame di storia africana o asiatica o indiana

E non è l’unico esempio che arriva da Oxford che fa pensare a una scientifica destrutturazione della tradizione culturale europea. Intanto gli studenti devono inserire obbligatoriamente nel loro curriculum scolastico un esame che riguardi la storia africana, o asiatica o indiana.  E di recente la prestigiosa università ha ribaltato una tradizione secolare: non si studierà più dopo il primo anno il cristianesimo,  insegnamento obbligatorio in precedenza. Gli studenti studieranno il cristianesimo nel loro primo anno, ma dal secondo anno in poi avranno la possibilità di una scelta più ampia di aree di studio.

I giganti del pensiero occidentale messi al bando

Fece scalpore, un anno fa, la notizia che a Oxford diventava facoltativo lo studio dell’Iliade e dell’Odissea di Omero e dell’Eneide di Virgilio in nome della diversità e del pluralismo. L’iniziativa dell’ateneo inglese non è nuova nel panorama universitario. Alla fine degli anni Ottanta l’università di Stanford mise al bando Dante, Omero, Platone, Aristotele, Shakespeare e altri giganti del pensiero occidentale. Il motivo? Secondo alcuni docenti, che giganteggiavano invece per insipienza, questi autori erano «razzisti, sessisti, reazionari». Da ultimo, sempore a Oxford, hanno anche modificato il corso di filosofia introducendo una quota del 40% di filosofe donne.

 

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