New York torna alla vita col passaporto vaccinale: ecco come funziona e cosa consente di fare

sabato 27 Marzo 21:01 - di Luciana Delli Colli
passaporto vaccinale new york

New York introduce il primo passaporto vaccinale degli Stati Uniti. Si chiamerà Excelsior Pass, inizierà a essere usato da venerdì e sarà completamente digitale. I newyorkesi potranno così, semplicemente mostrando un codice sul loro telefono, dimostrare di aver ricevuto il vaccino contro il Covid o di aver fatto di recente un test risultato negativo. In questo modo potranno avere accesso senza problemi ad eventi musicali, teatrali e artistici.

Come funziona il passaporto vaccinale di New York

L’app, gratuita, è costruita su una piattaforma digitale sviluppata da Ibm, e funzionerà un po’ come funzionano le carte di imbarco negli aeroporti, con scanner e Qr code. Dopo l’iscrizione e la registrazione, i dati personali incrociano quelli dei centri vaccinali dello Stato – a breve anche quelli allestiti nei supermercati come Wallmart – e il sistema fornisce un codice digitale che permette l’accesso agli eventi. I dati, inoltre, saranno protetti da una tecnologia che impedisce alla stessa Ibm o ad altri soggetti di entrarne in possesso. Fra i vantaggi di cui potranno giovarsi i possessori del passaporto vaccinale di New York anche quello di aumentare il numero degli invitati a matrimoni e altri ricevimenti, dimostrando ovviamente che tutti siano vaccinati.

«Nerd al lavoro come una sorta di Nazioni Unite dei Nerd»

Benché accolto tendenzialmente con favore, il passaporto vaccinale introdotto a New York presenta comunque delle criticità, al centro di un acceso dibattito, di cui ha dato contro tra gli altri Usa Today. Intanto c’è il tema della tecnologia affidata a un’azienda, sul quale si dibatte cercando un modo per farla rientrare nelle open source. «I nerd si stanno veramente mettendo insieme in una sorta di Nazioni Unite dei Nerd per farlo», ha spiegato Brian Behlendorf, direttore esecutivo della Fondazione Linux Foundation per la Sanità pubblica.

La studiosa di Etica: «La questione è: cosa diventerà?»

Poi c’è il tema di carattere culturale, sottolineato dalla studiosa di Etica dell’Università dell’Ohio, Amy Fairchild. Chiunque, ha detto, «può sviluppare una app, ma la questione è: cosa diventerà? È realistico pensare che la vedremo usata?». Infine c’è il tema del rischio di disomogeneità del sistema di certificazione. New York ha aperto la strada, ma negli Usa, come riporta la stampa locale, si procede un po’ in ordine sparso. Con il pericolo che quando anche altri Stati attiveranno sistema simili si scateni il caos.

Riusciranno i diversi sistemi a parlarsi?

La questione che ha anche carattere globale, visto che il passaporto vaccinale è già in uso in alcuni Paesi e potrebbe esserlo presto anche in Europa. “Riusciranno i diversi sistemi a parlarsi?”, è sostanzialmente la domanda che si pongono in queste ore negli Usa. Certo è che, dove è stato già introdotto, il passaporto vaccinale ha consentito a quei Paesi di tornare a una vita (quasi) normale, come dimostrano le foto arrivate da Israele di un gran numero di persone che finalmente è potuto tornare a godersi un concerto o uno spettacolo teatrale, pur nel rispetto delle norme di sicurezza che ancora permangono.

 

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