Montanari insulta Draghi. Ecco un altro radical-chic professionista del “chiagnere e fottere”

venerdì 12 Marzo 20:53 - di Marzio Dalla Casta
Montanari

L’arte sublime in cui la sinistra non ha rivali? Strano a credersi, ma essa ha più attinenza con i felini che con gli umani. La praticano i gatti in amore sui tetti. Miagolii inconfondibili, simili a gemiti, che il genio napoletano ha condensato nella formula del chiagnere e fottere. Nel caso della gauche italienne, il chiagnere sta nello spacciarsi per minoranza combattuta dal sistema e il fottere sta appunto nel godere di tutti comfort del sistema stesso. Di tipi così, la sinistra abbonda. L’ultimo esemplare in ordine di tempo l’ha scovato Dagospia e si chiama Tomaso Montanari, storico dell’arte, e volto di qualche notorietà televisiva.

Attaccano il governo, ma non le poltrone

Politicamente parlando, staziona a sinistra del Pd e forse anche di Leu. Non l’avesse già fatto Antonio Ingroia, si presenterebbe volentieri come “partigiano della  Costituzione“. Ed è proprio qui che Montanari cala il suo chiagnere. Già, perché mentre tutti gli altri la Costituzione la violano, la vilipendono, la stravolgono, lui la difende. Da solo o con pochi altri compagni, come lui contrastati e discriminati dal potere ufficiale. Poi, però, una volto riposto il mitra, si dedica al fottere. E in un amen si ritrova presidente del comitato tecnico scientifico per le Belle arti del ministero della Cultura nonché del museo di Doccia. E anche nel comitato scientifico degli Uffizi, il top dei musei italiani. C’è chi colleziona farfalle, chi francobolli e chi – come il Nostro – poltrone.

Montanari come il prof che offese la Meloni

Antropologicamente, invece, Montanari è impastato della stessa materia del Gozzini che ha offeso Giorgia Meloni. Con la differenza che lui ha offeso il premier, ma in modalità più volpina del suo collega docente. Ha postato su Fb la foto di una rossa scritta su un muro (“Draghi ha già rotto il ca..o“) e l’ha commentata così: «Allora l’alluvione di servile melassa che trabocca da giornali e tv, le grida del mucchio selvaggio fasci inclusi non hanno del tutto spento l’indomito pensiero critico degli italiani. Qualche speranza (con la minuscola) c’è». Riecco il chiagnere. Già, perché i suoi prestigiosi incarichi Montanari li deve alla politica (vero Franceschini?) cioè a quel potere di cui dice tutto il male possibile. Faccia pure, se crede. Ma non sarebbe il caso, signor ministro, di impedirgli almeno di continuare a fottere?

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