Miozzo, addio al Cts. Ora che non c’è più lui alla guida ammette: “Non ha più motivo di esistere”

martedì 16 Marzo 9:42 - di Lorenza Mariani
Miozzo addio Cts

Agostino Miozzo dice addio al Cts. Dopo Borrelli che ha passato il testimone a Curcio alla guida della Protezione Civile. Dopo l’avvicendamento doc tra Arcuri e il generale Figliuolo nel ruolo di commissario del governo per l’emergenza (vaccinale soprattutto). L’ex coordinatore del Comitato tecnico scientifico se ne va. Sbattendo la porta. E con una tempistica quanto meno stravagante, dopo gli ultimi lunghi mesi passati al suo interno, ora che se ne va, Miozzo da fuoriuscito dichiara: «Il Cts ha esaurito il suo motivo di essere. Ha lavorato bene, con coraggio, per tredici mesi. Possiamo anche dire che tra vuoti istituzionali e risposte da sperimentare, ha contribuito a salvare questo Paese. Ma adesso non serve più».

Agostino Miozzo, addio al Cts

«Perché il Cts ha esaurito il suo motivo di essere», dichiara tranchant Agostino Miozzo in un’intervista al quotidiano La Repubblica, sottolineando che «in tredici mesi le cose sono cambiate. E in particolare nell’ultimo mese e mezzo è cambiata l’amministrazione pubblica. Adesso c’è una struttura che può affrontare la battaglia contro il Covid. Prima il Cts ha dovuto supplire a mancanze palesi. Le Regioni andavano per conto loro. I ministeri faticavano. Ora c’è un coordinamento generale e un blocco istituzionale più saldo». Come a dire, tutto diverso: istituzioni e gestione della pandemia prima e dopo il diluvio. Prima e dopo la cura. Prima e dopo l’arrivo di un nuovo governo rispetto a quello di Conte.

Miozzo: «Il Cts non ha più motivo di esistere»

«Il commissario Figliuolo ha un mandato pieno dal governo. È tornata con forza in campo, come chiedevo da settimane, la Protezione civile. Le cabine di regia funzionano. Le Regioni non sono più meteoriti che sfiorano la terra e a volte ci si abbattono», continua Miozzo, che ora lavorerà con il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi. E che, nell sue parole di congedo al Cts, ipotizza anche una deadline. «Credo che in uno, due mesi al massimo, possa sciogliersi. Meritando l’applauso della nazione. Le strutture scientifiche, in questo Paese, per fortuna esistono già. Si chiamano Istituto superiore di sanità, Consiglio superiore di sanità, ospedale Spallanzani e Bambino Gesù. Con tutte quelle professionalità al loro interno che hanno nutrito il Cts. I Brusaferro e i Locatelli servono ancora, eccome. E ho già fatto sapere a tutti che non si libereranno di me».

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