Meloni: Pasqua alle Canarie si può, ma non fuori dal proprio Comune. E nel governo scoppia la rissa

lunedì 29 Marzo 15:38 - di Francesco Severini
Pasqua Meloni

Pasqua all’estero si può, a dieci chilometri dal proprio Comune no. Un’assurdità. La polemica divampa sui social e la politica non può ignorare la faccenda. Giorgia Meloni osserva che non è certo così che si aiuta il turismo italiano a ripartire. “Mentre nazioni come Grecia e Spagna si organizzano da mesi per far ripartire il turismo in sicurezza, in Italia il governo continua a navigare a vista”, chiosa la leader di FdI.

Pasqua, Meloni: basta con le misure contrarie al buon senso

E aggiunge che il governo “impedisce agli operatori di avere prospettive e programmare la stagione estiva. Con paradossi clamorosi denunciati da Federalberghi e che finiscono per avvantaggiare i nostri competitori: per Pasqua è vietato spostarti tra regioni in Italia, ma puoi andare in vacanza all’estero. Non mi posso muovere fuori dal mio Comune ma posso volare alle Canarie. È inaccettabile”. Meloni infine “chiede al governo Draghi di segnare una netta discontinuità con Conte: basta con i lockdown, le chiusure generalizzate e misure contrarie al buon senso”. E rilancia: “Chiediamo al governo di lavorare da subito per programmare la stagione estiva e far sapere a italiani e stranieri come prenotare in sicurezza le vacanze. Le proposte di Fdi, a partire dal certificato verde digitale, sono a disposizione”.

Salvini prova a fare la voce grossa: dopo Pasqua impensabile tenere ancora tutto chiuso

Il tema innervosisce Matteo Salvini che torna a fare la voce grossa contro la linea del rigore. Durante una videoconferenza tra Matteo Salvini e i governatori della Lega si è parlato di riaperture e spostamenti. Dopo Pasqua, Salvini ha ribadito che “tenere tutto chiuso e fermo indipendentemente dai dati sanitari è impensabile” anche perché appare assurdo “vietare gli spostamenti in Italia e consentire vacanze all’estero”.

Il Pd irritato: Salvini la smetta con le strumentalizzazioni

Il Pd mostra irritazione per le critiche leghiste. “Il governo – tuona Francesco Boccia – è in linea con la linea prudenziale che il ministero della Salute ha sempre mantenuto e che il Pd ha sempre difeso nei confronti dell’irresponsabilità di chi diceva riapriamo per le feste o per il ponte”.  “La lotta al Covid – aggiunge Boccia – è una guerra e non la puoi fare se c’è una parte della politica che dice ‘il prossimo weekend riapriamo tutto’. Il nostro appello al leader della Lega Salvini è basta con le strumentalizzazioni. Quando lo diceva Conte non lo capiva, adesso che lo dice Draghi sta cominciando a capire”.

Tajani: non è il momento delle polemiche

E Antonio Tajani tenta di barcamenarsi: “Non è il momento di polemiche all’interno della maggioranza. Lo dico anche al Pd che oggi è più preoccupato a fare la guerra a Salvini che a lavorare. Le polemiche all’interno di una maggioranza frutto di un accordo per salvare il Paese non servono. Ora servono proposte e buon senso”.

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