Non è di sinistra e difende la famiglia: Simonetta Matone, paladina delle donne, sotto attacco Lgbt

sabato 27 Marzo 9:30 - di Antonio Marras

“Simonetta Matone non merita quell’incarico all’università”, è il diktat dei soliti noti. Per finire nel mirino delle organizzazioni Lgbt e dei circoli omosessuali basta poco, anche soltanto per aver difeso, in passato, la famiglia naturale e di essersi espressa contro la legge Cirinnà sulle unioni di fatto. Simonetta Matone, però, paga soprattutto il fatto di non essere di sinistra: paladina delle donne, con un potentissimo curriculum in difesa dei bambini, dei deboli e delle vittime di violenze, da ieri è consigliere di fiducia della prima rettrice donna della Sapienza, Antonella Polimeni, sui temi della violenza sulle donne e sulle molestie di genere e avrà l’incarico di raccogliere e vagliare le denunce che le perverranno.
Una nomina “sgradita” a chi vuol imporre il pensiero unico anche in tema di democrazia e composizione dei nuclei sociali, con la scusa – del tutto assurda e pretestuosa – di una presunta discriminazione di genere ai danni di gay e lesbiche. “Simonetta Matone ha una spiccata sensibilità per i temi legati alle giovani generazioni e alle pari opportunità; sono certa che saprà interpretare al meglio questo ruolo di impegno contro ogni discriminazione di genere a tutela della libertà e della dignità della persona», ha detto Antonella Polimeni presentando la nuova consigliera.

Chi è Simonetta Matone, paladina delle donne

Simonetta Matone, ex magistrato, poi al tribunale dei minorenni poi, capo gabinetto alle Pari opportunità con Mara Carfagna, ghostwriter della legge sullo stalking contro le donne, capo dipartimento alla Giustizia e oggi sostituto procuratore alla Corte di appello di Roma, sarebbe inadatta, secondo venti associazioni Lgbt.
«La magistrata è nota per le sue posizioni omofobe – scrivono sigle come Circolo Mario Mieli o le Famiglie Arcobaleno – Nel 2016 firmò ad esempio l’appello del Centro studi Livatino contro la legge Cirinnà sulle unioni civili». Embé?
Per la Sapienza la nomina “è avvenuta in seguito a una selezione indetta con avviso pubblico tra persone, esterne all’ateneo, di adeguata e comprovata competenza ed esperienza”. Competenze, storia personale, impegno civile.  Con quella colpa sottintesa: non essere di sinistra ed essere, forse, ma lei non lo ha mai detto, di simpatie di centrodestra. Non a caso gli unici politici a difenderla sono quelli di questa area politica, da Isabella Rauti a Lucio Malan a Simone Pillon. A proposito di presunta destra ed di fascismi: la Matone è stato il primo magistrato a istruire, in Italia, un processo contro i naziskin.

Il “viaggio al centro della notte” delle donne vittime

Nata a Roma il 16 giugno 1953, sposata, tre figli, laureata in giurisprudenza alla Sapienza di Roma, nel 1976, dirige il carcere presso Le Murate a Firenze, poi è giudice presso il Tribunale di Lecco quindi, dal 1983, è magistrato di sorveglianza presso la Corte di Appello di Roma fino al 1986. Il suo impegno sul fronte dell’emergenza carcerario è costante. Organizza il primo convegno nazionale sulla detenzione in Italia prima di passare al Tribunale per i minorenni di Roma, poi viene nominata sostituto procuratore e dal 1991 al 2008. L’allora ministro delle Tlc, Mario Landolfi, nel 2005 la nomina a capo del comitato Tv e Minori.
Intanto, nel 1992 aveva fondato, con altre colleghe, l’ADMI – Associazione Donne Magistrato Italiane, per poi istruire delicatissimi procedimenti quali il primo processo di riduzione in schiavitù anche di minori rom, aveva istruito il primo processo nel Lazio a carico di un gruppo di naziskin, responsabili di aver aggredito extracomunitari, aveva dato scacco ai boss della Magliana, accusato i responsabili di abusi sessuali sui minori nel Lazio: nel 2008 diventa capo gabinetto del Ministro per le Pari Opportunità, Mara Carfagna,  vincere nel 2000 ha vinto il Premio Donna, nel 2002 il Premio Minerva per la Giustizia e il premio Donna, nel 2004 il premio Il Collegio e nel 2005 il premio Donna dell’anno 2005 della Regione Lazio.
Simonetta Matone è autrice di numerose pubblicazioni in tema di diritti dei minori e genitoriali e ha firmatp la prefazione del volume di Luca Maurelli, “Viaggio al centro della notte“, che racconta la storia di una giovane donna uccisa dal fidanzato ubriaco dopo un contromano sulla Tangenziale di Napoli: un libro dal quale è nato un percorso di testimonianza nelle scuole italiane sui temi dell’alcol e delle droghe, con la mamma della vittima, Angela Buanne, destinataria di una importante onoreficenza dal Quirinale per il suo impegno civile.

In quel libro, peraltro, si sfiorava anche il tema delle molestie sessuali all’Accademia delle Belle Arti di Napoli, emerse successivamente in un’inchiesta. Proprio l’oggetto dell’impegno della Matone alla Sapienza.

 

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