Ma quali “sostegni”, Meloni smaschera il governo, conti alla mano: «Cifre ridicole alle imprese»

sabato 20 Marzo 15:17 - di Redazione
Meloni

Più che un “sostegno”, un’elemosina. Non le manda a dire Giorgia Meloni. La prima vera uscita del governo Draghi si risolve in una botta a muro a fronte dei promessi  fuochi d’artificio promessi. «Il tanto atteso decreto “sostegni” – scrive su Fb la leader di FdI – delude di molto le aspettative». Non è propaganda, ma matematica. «Conti alla mano – prosegue – le imprese a cui è stato imposto di non lavorare percepiranno aiuti che vanno dall’1,7 per cento a massimo il 5 per cento rispetto alla perdita annuale». Che cosa questo significhi in concreto, lo si capisce meglio passando dalle percentuali ai numeri assoluti.

La Meloni: «La ricetta di Draghi è la stessa di Conte»

«Chi nel 2020 ha perso 40mila euro di fatturato percepirà 2mila euro di aiuti, chi ne ha persi 120mila euro avrà diritto al massimo a 5mila euro». Tutto qui. Un’elemosina, appunto. «Cifre ridicole rispetto alle perdite, che non riescono a coprire nemmeno i costi fissi», incalza la Meloni. Che aveva proposto di dirottare sulle imprese i 5 miliardi destinati al cashback. Ma senza ricevere alcuna risposta. «Draghi è sulla linea della perfetta continuità con il governo Conte», rimarca la presidente dei Fratelli d’Italia. La ricetta è la stessa: «Depressione dell’economia con chiusure forzate. Briciole per le imprese che rimangono in vita. E soldi a pioggia per incentivare la moneta elettronica che garantisce la rendita a banche e società finanziarie».

«I penta-piddini dettano legge»

L’esatto contrario di quel che sarebbe utilee fare per ripartire. Sul punto, la Meloni non ha dubbi: «Occorre stravolgere l’impianto ideologico con cui si sta affrontando la crisi». Facile a dirsi, «ma praticamente impossibile farlo con la sinistra penta-piddina che continua a dettare legge». Tanto è vero,  che «in compenso hanno trovato altri miliardi per reddito di cittadinanza e Navigator». Ma la leader della destra non getta la spugna. Tutt’altro. «Fratelli d’Italia – conclude – cercherà in Parlamento di migliorare questo pessimo decreto per tutelare artigiani, imprese e lavoratori». L’unico elemento positivo del decreto lo cita il senatore Calandrini, anch’egli di FdI: «L’eliminazione dei codici Ateco, come noi chiedevamo da tempo».

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