Letta ha individuato i nuovi nemici. Li indica lui stesso: sono i maschi, bianchi, 50enni

mercoledì 31 Marzo 19:19 - di Adele Sirocchi
Letta

Enrico Letta, sempre più entusiasta della sua crociata femminista, in un’intervista al Corriere sentenzia: «La situazione del Partito democratico che ho trovato è incrostata di maschilismo e per romperlo c’è bisogno di gesti forti. Io faccio il rompighiaccio».

Dovevano essere donne i due capigruppo, troppi maschi nelle prime file

Continua a seguire pedissequamente la logica delle quote: purché siano donne, vanno bene a discapito dei maschi sempre in prima fila. “Dico due cifre per far capire perché c’era bisogno che entrambi i capigruppo fossero donne. La prima linea del Pd finora è stata composta da uomini (il segretario, i ministri, i Presidenti di Regione, i capigruppo). Queste sono le persone che si vedono e che fanno il Pd. Quando io sono arrivato, erano tutti uomini. Undici uomini su undici persone. Quando sono stato raggiunto da varie telefonate a Parigi e mi hanno chiesto di tornare a fare il segretario del Pd, io ho detto: “No, io sto facendo altro, c’è bisogno che scegliate una donna. C’è bisogno che facciate un gesto di rottura”. Alla fine, poi, sono arrivato io, ma mi sono detto: “Undici figure maschili non va bene, bisogna cambiare e intanto mettiamo almeno due donne su undici” “.

Letta: ho combattuto le critiche di maschi, bianchi, 50enni

Ma il top dell’intervista è quando Letta osserva: «In questi giorni ho dovuto combattere contro le critiche di maschi, bianchi, cinquantenni che mi dicevano: “Due donne pur che sia? Vanno scelte in base alle competenze”. Questo è assolutamente giusto. Peccato che nessuno faccia il discorso “due uomini pur che sia”.

Ma Letta sa che le quote “sono una soluzione brutta”

Eppure lo sa anche Letta che il parametro delle quote non regge. “Lo dico in modo semplice: le quote rosa sono una soluzione brutta, ma chi le contesta, mi deve dire qual è l’alternativa. Io vorrei che il Paese discutesse di questo. L’Italia è un Paese tutto al maschile. La questione chiave è quella dei vertici. Quando si arriva a competere per una posizione apicale, c’è sempre un uomo. Non è questione soltanto di politica”.

I nuovi nemici del Pd: i maschi bianchi

Dunque, da come parla il segretario, sembra che nel Pd il problema siano i maschi, bianchi e cinquantenni. Si vuole fare discriminazione al contrario? Se lo chiede Andrea Marcucci, costretto a lasciare il posto da capogruppo al Senato per fare spazio a una donna, Simona Malpezzi.

Quando ha letto le parole di Enrico Letta si è sfogato su Twitter: Maschio, bianco, 50enne. Una definizione che gli calza a pennello. “Non mi piace che nel Pd possano essere definite categorie del genere”, commenta.

Letta ci farà rimpiangere Zingaretti

Se non altro si capisce bene che cosa Letta vuole fare del Pd: un partito succube dei vezzi e dei vizi della cancel culture che magari arriverà a imporre l’asterisco per evitare di definire un nome al femminile o al maschile. Un partito che farà rimpiangere il buon Zingaretti che manda a quel paese Concita De Gregorio e ammette che i radical chic hanno già fatto parecchi danni alla sinistra. Doveva arrivare Letta per far comprendere che molti altri se ne possono fare…

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