Letta già assediato dai renziani anche nel Pd. Il ruolo ambiguo di Marcucci, che pianse per l’addio di Matteo

giovedì 18 Marzo 20:53 - di Aldo Garcon
Marcucci

Occhi puntati martedì prossimo alla riunione del Pd al Senato. Sarà presente anche Enrico Letta. Il presidente dei senatori dem Andrea Marcucci aprendo l’assemblea del gruppo di Palazzo Madama ha annunciato: «C’è stato richiesto un confronto su alcuni temi parlamentari, per questo ho invitato il segretario alla nostra assemblea martedì prossimo». Che cosa bolle in pentola? Come ha scritto Fabrizio Roncone sul Corriere, «mai sottovalutare Marcucci».

Marcucci e il retroscena del Corriere

Secondo Roncone, infatti, il capogruppo è pronto a non facilitare la vita a Enrico Letta. «Il sottinteso – scrive Roncone –  che segue suona, più o meno, così. Caro Enrico, preparati. Io non ci penso proprio a rimettere il mandato nelle tue mani (come imporrebbe il vecchio galateo dei partiti, quando c’è un cambio di segreteria). Io, da qui, non schiodo. E ho la maggioranza dei senatori con me (su 35, 22 sono infatti di Base riformista, la corrente di Lotti/Guerini; gli altri sono con Zingaretti, Franceschini, Orlando)».

Marcucci: «I regolamenti sono chiari»

Marcucci intervistato da Roncone spiega di aver aver votato Letta, «mi sembra convincente, certi suoi spunti sono interessanti. L’ho invitato a Palazzo Madama per parlarne, per approfondire». Ma di offrire le dimissioni da capogruppo non se ne parla. «I regolamenti sono chiari», ha detto Marcucci. «Il capogruppo lo eleggono i senatori. Perciò io potrei lasciare il mio posto solo in due casi: se nel corso dell’assemblea la maggior parte dei miei colleghi dovesse farmi intuire questa necessità. O se, direttamente, me lo chiedesse il segretario. In caso contrario, resto al mio posto».

L’amicizia con Renzi…

Scomoda la sua amicizia con Renzi. «Le amicizie personali non possono essere un problema. La mia lealtà al partito non si discute. E, quando è servito, ho dato dimostrazione di tenuta, evitando di seguirlo in Italia viva». Ma Roncone ricorda un episodio: «Pianse, Marcucci, quel giorno», in cui Renzi decise di lasciare i dem e fondare un altro partito. Roncone  rivela che si aspettava che Marcucci seguisse il suo amico, e invece forse piangeva perché aveva intuito che stava andando a sbattere.

 

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