Letta alla fine dice sì: si candida a segretario del Pd e tutti esultano. Basterà per stare sereno?

venerdì 12 Marzo 12:56 - di Ginevra Sorrentino
Letta si candida a segretario Pd

Spinto fuori dalla porta principale di Palazzo Chigi dopo il famoso «Enrico stai sereno» pronunciato da Renzi che, con un colpo di mano, lo costrinse a lasciare il premierato, ora Letta rientra dalla finestra nel Pd. Che, all’epoca del suo mandato governativo accolse con sollievo l’uscita di scena di colui che oggi acclamato per il ritorno nel dopo Zingaretti, ha annunciato di accettare la sua candidatura a segretario del Pd. Un sì annunciato con la dichiarazione del diretto interessato affidata a un video su Twitter e che recita testualmente: «Francamente lunedì scorso non avrei immaginato di stare qui ad annunciare la mia candidatura alla guida del Pd».

Letta si candida a segretario del Pd

Un video in cui Letta prosegue dicendo: «Il Pd è il partito che ho contributo a fondare. E che oggi vive una crisi profonda. Lo faccio per amore della politica e passione per i valori democratici». Poi, rispondendo all’augurio di Zingaretti, che nel passargli lo scomodo testimone, ospite a Uno Mattina su Rai 1, si è detto certo che il suo successore «rimetterà al centro di nuovo la possibilità che il Pd si confermi il pilastro di una credibile alternativa alle destre in questo paese», il nuovo candidato alla guida dei dem sottolinea: «Voglio ringraziare Nicola Zingaretti. Mi lega a lui profonda amicizia e grande sintonia». E dopo i convenevoli di rito. Raccolte le adesioni e il coro di grazie dei big di Largo del Nazareno – da Franceschini a Marcucci, passando per Roberta Pinotti e Roberto Morassut – Letta passa agli annunci programmatici.

Letta al Pd: «Parlerò domenica all’assemblea. Ascoltate le mie parole»

E anticipa: «Parlerò domenica all’assemblea. Io credo alla forza della parola, nel valore della parole. Chiedo a tutti coloro che domenica voteranno in assemblea di ascoltare le mie parole. E di votare sulla base delle mie parole, sapendo che io non cerco l’unanimità. Ma la verità nei rapporti tra di noi per uscire da questa crisi e guardare lontano».  Per questo, continua Letta, «sulla base di quelle parole, nell’assemblea di domenica aprirò un dibattito in tutti i circoli. Chiedo nelle prossime due settimane a tutte le democratiche e a tutti i democratici di discutere, nelle modalità oggi possibili. Poi faremo insieme la sintesi. E troveremo le idee migliori per andare avanti uniti».

Ma c’è davvero poco per cui stare sereno…

Ora, dopo l’entusiasmo ritrovato intorno a Letta da un partito dilaniato da fazioni e fronde, tocca a lui sbrogliare la matassa e tessere nuove trame. Il compito che aspetta Letta è arduo: si muoverà su un terreno minato che, in passato, ha fatto saltare in aria personalità più schierate a sinistra (sul modello Bersani per intenderci). Come figure più eterogenee e plasmabili alla Renzi. e la domanda inconfessabile che tutti si fanno, a partire dai dem, e che circola insistentemente in queste ore è: saprà ricostruire l’unità del partito? Dettare un’agenda riformista e riunire i progressisti e democratici italiani? Insomma, convogliare su un unico percorso integralisti e moderati? Per la risposta occorre tempo. E la forza dei tanti in “bocca al lupo” augurati poco fa in massa dalla platea del Pd. Un pubblico volubile, che negli ultimi anni ha dimostrato di essere tutt’altro che univoco. Coerente. Facile da accontentare. Insomma, assai poco sereno...

🔴 #BREAKING

Enrico #Letta accetta di diventare il nuovo Segretario del #PD https://t.co/TIANUuGA2T

— YouTrend (@you_trend) March 12, 2021

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