Lazio, scandalo mascherine dalla Cina e pressioni su Arcuri: tre arresti. FdI aveva denunciato tutto

mercoledì 3 Marzo 12:13 - di Stefania Campitelli

Scandalo mascherine nel Lazio. Tre persone sono state arrestate nell’ambito dell’inchiesta della procura di Roma. Nel mirino i dispositivi acquistati dalla Cina nella prima fase dell’emergenza coronavirus.

Lazio, scandalo mascherine dalla Cina: 3 arresti

Arresti domiciliari per Andelko Aleksic, 41 anni, titolare della società milanese European network Tlc Srl. Vittorio Farina, ‘re’ degli stampatori. E già arrestato nel 2017 per bancarotta fraudolenta. Molto attivo nel settore della carta stampata. Ex socio di Luigi Bisignani. E tra i finanziatori della Fondazione Open di Matteo Renzi. E Domenico Romeo, 51 anni. Sono indagati a vario titolo. Per frode nelle pubbliche forniture. E truffa aggravata. E  influenze illecite.

La denuncia della Protezione civile del Lazio alla Procura

La vicenda  riguarda la fornitura di 5 milioni di mascherine Ffp2 e 430.000 camici alla Regione Lazio. L‘inchiesta è scattata dalla denuncia della Protezione Civile del Lazio. Finite sul tavolo della procura di Roma. I finanzieri hanno ricostruito il caso dell’acquisto da parte della regione guidata da Zingaretti. Per un prezzo complessivo di circa 22 milioni di euro. Che sono stati sequestrati.

Certificati falsi per lucrare sul covid

I contratti prevedevano la consegna di dispositivi di protezione individuale marcati e certificati Ce. Da notare che l’impresa milanese, fino a marzo 2020, era attiva soltanto nel settore dell’editoria. Inizialmente ha fornito documenti rilasciati da enti non titolati. Poi, per  ottenere lo sdoganamento della merce dalla Cina, ha prodotto certificati falsi. Forniti da Romeo anche tramite una società inglese. A lui riconducibile.

Pesante la responsabilità della Regione Lazio che ha operato con interlocutori spregiudicati. Che hanno approfittato e lucrato sull’emergenza covid. Dopo lo scandalo delle mascherine fantasma acquistate da Zingaretti da Enotech, arriva un nuovo filone. Anche questo denunciato a maggio dal partito di Giorgia Meloni. Che in un’interrogazione chiedeva lumi sulla idoneità delle mascherine della European Network Tlc srl.

Oggi Dalle intercettazioni emerge il traffico illecito. Tra le frasi ‘incriminate’ Farina che si rivolge ad Aleksic  dicendogli ‘lasciami lavorare e diventerai ricco’. 

L’ex commissario Arcuri nelle intercettazioni

Tirato in ballo anche l’ex  super-commissario Arcuri, da poco sostituito dal generale Figliuolo. In una conversazione Farina assicura che Arcuri gli ha garantito una lettera di autorizzazione dell’operazione. “Domenico mi ha promesso che se gli arriva le lettera, autorizza quell’acquisto… La dovrebbe fare oggi. Oggi la deve fare e oggi pomeriggio ci deve fare l’ordine”, si legge nelle intercettazioni.

Poi conclude: “C’ho anche un settanta possibilità che ti faccio pure il Lazio… Sopra ste cose… Sto facendo un buon lavoro“. Lo stesso giorno, in un’altra telefonata, Farina sostiene di avere una promessa dal commissario. “Se va in rottura di stock con i due fornitori principali che so Fiat e Luxottica, le prende da me”.

Nell’ordinanza Farina assicura ai soci l’ok di Domenico

Nell’ordinanza si legge che gli indagati riferivano di aver parlato con  Arcuri. In almeno 3 occasioni. Il 15 luglio, si legge, “Farina ha chiamato Massimo Cristofori. E nel corso della conversazione ha giurato di aver parlato con l’ex commissario. Per “inserire” la European Network Tlc “come fornitore sussidiario a Fiat e Luxottica. Per
l’approvvigionamento di mascherine destinate alla riapertura delle scuole”. Intercettato, l’imprenditore dice: “Quello delle mascherine, stiamo, quello che non fornisce Luxottica e Fiat. Sai che gli hanno fatto, che so grandi produttori no? Se non ce la fanno, subentriamo noi. Adesso sappiamo tra qualche giorno… sono stato ieri giuro”.

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