La Spagna esulta per la revoca dell’immunità a Puigdemont. Riparte la richiesta di estradizione

martedì 9 Marzo 13:49 - di Roberto Frulli

La Spagna esulta per la revoca dell’immunità da parte del Parlamento Europeo agli europarlamentari indipendentisti catalani Carles Puigdemont, Toni Comin e Clara Ponsatí. E considera il passaggio come un riconoscimento  allo Stato di Diritto e alla giustizia spagnola.

Il voto del Parlamento europeo, ha detto la ministra degli Esteri Arancha González Laya, in una breve comunicazione diffusa dal Palazzo della Moncloa, lancia, in questa maniera, un triplo messaggio.

Con questo voto, sostiene la ministra, si è dimostrato che “un eurodeputato non può avvalersi della sua condizione per evitare di comparire davanti alla giustizia nazionale per possibili violazioni delle leggi nazionali“. Come fatto, appunto da Puigdemont e soci. Sfuggiti, finora, grazie all’immunità, alla giustizia di Madrid.

In secondo luogo, secondo González Laya, si tratta di un messaggio sulla “solidità dello stato di diritto in Spagna, di rispetto del lavoro della giustizia spagnola“.

Ed infine la titolare del ministero degli Esteri spagnolo sottolinea che “i problemi della Catalogna si risolvono in Spagna, non in Europa“. Riportando così con i piedi per terra Carles Puigdemont, Toni Comin e Clara Ponsatí.

“Questa è la linea che è stata mantenuta dal governo, che tende la mano a tutte le forze politiche catalane per trovare una soluzione ai problemi della Catalogna attraverso il dialogo e il negoziato”, ricorda la ministra.

Il voto dell’Europarlamento, spiegano i giornali spagnoli, permetterà, a questo punto, di riattivare il processo della richiesta di estradizione presso il governo belga, per Puigdemont e Comin, e quello britannico per Ponsatì, che si è trasferita in Scozia.

Avviata dal magistrato Pablo Llarena, la procedura contro Puigdemont, Comin e Ponsatì era stata sospesa all’inizio del 2020 in attesa della pronuncia del parlamento Europeo sull’immunità.

Llarena non intende comunque affrettare i tempi, con l’obiettivo di preparare con attenzione la riattivazione della richiesta di estradizione contro i tre.

Tanto più che a gennaio, il Tribunale belga ha respinto la richiesta di estradizione dell’ex-consigliere regionale Lluis Puig, che non è eurodeputato.

Infine ad allungare i tempi sarà anche il ricorso che i tre eurodeputati catalani intendono presentare alla Corte di giustizia europea convinti di riuscire a restare lontano dai radar della giustizia spagnola.

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