Il bollettino, 457 morti e 23.987 nuovi contagi. Tensione Salvini-Draghi sulle chiusure

venerdì 26 Marzo 18:55 - di Alberto Consoli
Draghi Salvini

Bollettino di guerra anche questo di venerdì 26 marzo. I dati  della Protezione civile confermano il trend negativo, con 23.987 nuovi contagi da coronavirus e altri 457 morti, che portano il totale a 107.256 vittime dall’inizio dell’epidemia. Da ieri sono stati eseguiti 354.982 tamponi, l’indice di positività è al 6,7%. I pazienti ricoverati in terapia intensiva sono 3628 (+8). Spiccano i dati della Lombardia, con oltre 5.000 nuovi casi; Emilia Romagna vicina ai 2.400 contagi. Lazio e Veneto sopra i 2.000. A Roma sono stati 900 i nuovi casi.

Botta e risposta tra Salvini e Draghi

In questa cornice riemerge nel dibattito politico il dilemma tra aperturisti e rigoristi. Confronto che segna una frizione non tanto piccola nel governo. Da una parte la Lega che chiede un graduale ritorno alla vita: “Non è possibile decidere oggi le chiusure per tutto Aprile”. Dall’altra il premier Mario Draghi che invita alla prudenza e richiama all’importanza dei numeri. Il premier, intervenuto in conferenza stampa, ha annunciato la riapertura delle scuole fino alla prima media dopo Pasqua. Ma ha tenuto a precisare che è impensabile abolire le rigide norme in vigore. Salvini non ci sta. La posizione del presidente del Consiglio dovrà fare i conti con quella del leader della Lega, critico verso la fronda rigorista che vorrebbe chiedere agli italiani altri sacrifici fino ai primi giorni di maggio.

Salvini: l’ok della lega a patto che…

Salvini usa lo stesso aggettivo: ritiene “impensabile” l’idea di “tenere chiusa l’Italia anche per tutto il mese di aprile”. L’ex ministro dell’Interno pertanto ha chiesto al premier di prendere in seria considerazione la possibilità di riaprire dal 7 aprile: “ovviamente in sicurezza”, le attività chiuse “almeno nelle Regioni e nelle città con situazione sanitaria sotto controllo”. La sua intenzione, resa nota dai suoi canali social al termine della cabina di regia di palazzo Chigi, è quella di avvicinarsi sempre più verso un ritorno alla normalità: “a partire da ristoranti, teatri, palestre, cinema, bar, oratori, negozi“. Salvini infine ha chiaramente avvertito che qualunque proposta in Consiglio dei ministri e in Parlamento “avrà l’ok della Lega solo se prevederà un graduale e sicuro ritorno alla vita”.

La replica di Mario Draghi

Lo ha ribadito su  twitter: “Nel nome del buonsenso che lo contraddistingue – e soprattutto dei dati medici e scientifici – chiediamo al presidente Draghi che dal 7 aprile, almeno dove la situazione sanitaria sia sotto controllo si torni alla normalità”. l leader della Lega, raccontano i suoi, non ha gradito in alcun modo le indiscrezioni trapelate al termine della riunione sul “no” alle riaperture fino alla fine di aprile. Tesi soprattutto gradita ai ministri Roberto Speranza e Dario Franceschini.

Draghi a Salvini: “Pensabile o impensabile dipende dai dati”

Le parole di Salvini sono state riportate in conferenza stampa al premier Draghi. Che ha glissato, non citando il leader della Lega, preferendo limitarsi alla considerazione che: “continuare a tenere chiuso sia pensabile o impensabile dipende esclusivamente dai dati a disposizione; le misure prese hanno dimostrato di non essere campate in aria”

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *