Facevano pipì sull’auto dei carabinieri per un video Instagram. Per il pm non c’è reato di vilipendio

giovedì 11 Marzo 8:21 - di Francesco Angelini
carabinieri

Oltraggio ai carabinieri e insulti alla polizia. Avevano messo su Instagram foto in cui comparivano armati con pugnali e pistole. Video in cui si rifaceva il verso ai rapper e si insultavano anche le forze dell’ordine al grido di “poliziotti merde”. Un genitore aveva visto le immagini e aveva avvisato la polizia.

Denunciati tre minorenni a ottobre

Le indagini hanno portato alla denuncia di tre adolescenti, dai 15 ai 17 anni, uno residente nel Cesenate e due di Rimini. I tre sono stati denunciati dalla Polizia postale per detenzione illegale di armi comuni da sparo. Accadeva ad ottobre. Ora la procura minorile di Bologna ha chiesto l’archiviazione nei confronti di tre ragazzi sostenendo che è stata solo una “bravata”.

Pipì sull’auto dei carabinieri: non c’è reato

E la pipì su un’auto dei carabinieri? Niente. Anche quello è solo un gesto di maleducazione, una bravata, ma non c’è reato di vilipendio.  In quel caso «tale immagine, per quanto espressione di un atteggiamento censurabile di mancanza di rispetto e di educazione» va considerato uno «scherzo di cattivo gusto», insomma una «bravata».

Nei video usavano armi giocattolo

Quanto alle armi, per fortuna, erano solo delle riproduzioni giocattolo, quindi, come sottolinea il pm nella sua richiesta di archiviazione, «prive di offensività». Quanto alle altre accuse riferite alla serie di video, foto e commenti, per il magistrato non c’è niente di «penalmente rilevante». Neanche la diffamazione perché nessuno ha fatto querela, scrive il pm bolognese.

Carabinieri vilipesi, interrogazione di FdI

Ora i deputati Salvatore Deidda, Wanda Ferro e Davida Galantino di Fratelli d’Italia hanno intenzione di presentare un’interrogazione parlamentare rivolta al ministro della Giustizia perché “lasciar passare questi atti indegni come ‘bravate’ va a innescare un precedente pericoloso per il rispetto di chi tutela le nostre vite”. Indignati i sindacati dei carabinieri che si domandano come possa essere definito uno “scherzo” l’atto di urinare sull’auto dei militari.

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