Draghi: «Potremmo riaprire le scuole dopo Pasqua». Ma il governo brancola ancora nel buio

mercoledì 24 Marzo 12:30 - di Eugenio Baittisti

Il destino della scuola dopo Pasqua resta incerto mentre si rincorrono le ipotesi più svariate. Il vertice di Draghi con il Cts e i ministri competenti non ha sciolto le riserve sui contenuti del prossimo decreto.

Draghi azzarda: forse apertura delle scuole dopo Pasqua

Oltre alle rassicurazioni, ripetute quotidianamente, sull’accelerazione della campagna vaccinale, il capo del governo nelle comunicazioni al Senato in vista del Consiglio europeo, si è concentrato sulla possibile riapertura delle scuole. Tema cruciale per la credibilità del governo. Visto il pressing sempre più forte di famiglie, studenti e professori. “Se la situazione lo permetterà, penseremo alle riaperture subito dopo Pasqua. Scuola in primis”. Ha ripetuto Draghi. Ma tutto resta appeso alla curva dei contagi e la cautela è massima.

Primarie e infanzia anche in zone rosse

“È bene cominciare a pianificare le riaperture” – ha detto il premier. “Ieri c’è stata una riunione della cabina di regia, stiamo guardando i dati dei contagi. Se la situazione epidemiologica lo permettecominceremo a pensare anche alle riaperture. Le primarie e quelle dell’infanzia anche nelle zone rosse allo scadere delle attuali restrizioni. E quindi speriamo subito dopo Pasqua”. Nessuna certezza, dunque. Solo auspici nel nome dell’istruzione prima di tutto. Anche sui vaccini l’impegno del governo resta quello sbandierato fin dall’insediamento. E confermato dal libro dei sogni del commissario Figliulo. Alle prese con la drammatica eredità lasciata da Arcuri.

Vaccini, l’obiettivo resta 500mila dosi al giorno

“Vaccinare quante più persone nel più breve tempo possibile resta l’imperativo del governo. Draghi si sofferma sui numeri ‘rassicuranti’ anche se ancora lontano dall’obiettivo della 500mila dosi giornaliere. ” L’accelerazione della campagna vaccinale è già visibile nei dati. Nelle prime 3 settimane di marzo, la media giornaliera è stata quasi di 170mila dosi quotidiane. Più del doppio rispetto ai due mesi precedenti. Questo è avvenuto nonostante lo stop temporaneo ad AstraZeneca. Compensato dall’aumento delle vaccinazioni con Pfizer”. Il nostro obiettivo – ribadisce ancora una volta – è portare presto le somministrazioni a 500mila dosi al giorno. “Se paragonate al resto d’Europa, le cose qui vanno già abbastanza bene”, ha aggiunto. Ricordando che il quarto vaccino, Johnson e Johnson, sarà disponibile ad aprile.

“Cruciale vaccinare prima fragili e anziani”

Ma è cruciale vaccinare fragili e anziani con i 4 vaccini sicuri ed efficaci già approvati. “Che sono la chiave per superare la crisi”. Una critica, poi garbatamente esplicitata, alle disparità tra le regioni nella lista delle categorie prioritarie da immunizzare. “Purtroppo esistono differenze regionali, molto difficili da accettare, sulla vaccinazione agli over 80. Mentre alcune regioni seguono le disposizioni del ministro della Salute, altre trascurano i loro anziani. In favore di gruppi che vantano priorità probabilmente in base alla loro forza contrattuale. Dobbiamo essere uniti nell’uscita dalla pandemia. Come siamo stati uniti soffrendo nei mesi precedenti. Tutte le regioni devono attenersi alle priorità indicate dal ministero della Salute“.

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