Da quando c’è Draghi, Di Maio si è acquattato: non si vede e non si sente, tranne in un caso

18 Mar 2021 16:36 - di Marzio Dalla Casta
Di Maio

Di Luigi Di Maio tutto si potrà dire tranne che non abbia fiuto per l’aria che tira. Il giovanotto – passato in un ameno dal sostenere tutto ed il suo esatto contrario – ha un debole per il lato comodo delle questioni. A differenza del suo ex-gemello diverso Ale Di Battista, crede talmente poco in quel che dice da far seguire lunghissimi silenzi ad ogni impegno rimangiato. Salvo poi tornare in favore di telecamere quando c’è da annunciare lo sblocco di un ristoro o la proroga di una scadenza fiscale. Si capisce da qui che sarebbe capace d’imbucarsi a battesimi e a matrimoni, mentre sarebbe quasi impossibile incrociarlo ad un  funerale.

Di Maio intervistato da El Pais

Fosse nato calciatore, Di Maio sarebbe appartenuto alla razza di quei centravanti immobili in area di rigore ma pronti ad accompagnare in rete il pallone che già ci andava di suo. Anche ora se ne sta acquattato sotto il pelo del mare in attesa dell’occasione che verrà. È uscito dal riserbo solo per parlare con El Pais, giusto perché da ministro degli Esteri si rivolge a tutte le latitudini, anche se poi finisce per discettare solo di robette nostrane. L’intervista al giornale spagnolo non ha fatto eccezione. Ha parlato molto di Enrico Letta («è una persona in cui ho molta fiducia», meno di Conte («aumenterà il prestigio del M5S») e quasi niente di Draghi («è molto attento alla parte politica»).

Vuole intestarsi il merito dell’alleanza M5S-Pd

Non sarà difficile ai dimaiologi scorgere in queste poche parole il nuovo ruolo che l’ex-capo grillino sta per ritagliarsi: saldatore dell’alleanza M5S-Pd. «Non deve essere solo elettorale», è stata la sua accorata raccomandazione. Lo sanno anche i bambini che a quell’intesa non c’è alternativa. Ma l’interesse di Di Maio è arrivare un minuto prima. Dopo di che “l’avevo detto io” sarà un gioco da ragazzi, con buona pace del Conte-leader. Il giovanotto è così: è convinto che in politica la posizione sia tutto. Il fatto che ne cambi una al giorno, per lui, non ha importanza. Proprio nessuna.

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