Culle vuote, i dati allarmanti dell’Istat. Meloni: «Così l’Italia scomparirà. La politica si svegli»

sabato 27 Marzo 13:49 - di Alessandra Danieli

La pandemia terremota anche il quadro demografico. Gli ultimi dati dell’Istat fotografano dati da brivido che accentuano un triste fenomeno già in crescita nel nostro Paese. Quello delle culle vuote.

Culle vuote, i dati allarmanti dell’Istat

Nel 2020 si registra un nuovo minimo storico di nascite dall’unità d’Italia. E un massimo storico di decessi dal secondo dopoguerra. Viene rilevato un calo del 3,8% delle nascite: quasi 16 mila in meno rispetto al 2019. Nel 2020 sono stati iscritti in anagrafe per nascita 404.104 bambini. Mentre i decessi sono aumentati del 17,6%: quasi 112 mila in più rispetto al 2019. Come se fosse sparita la città di Firenze.

Meloni: così l’Italia scomparirà

La politica non può ignorare l’allarme dell’Istat. È l’altolà di Giorgia Meloni di fronte al quadro desolante sulla situazione demografica italiana. “Nell’ultimo anno si registra un nuovo minimo storico di nascite  dall’unità d’Italia e un massimo storico di morti dal secondo dopoguerra. Dati che il covid ha contribuito a peggiorar. E  davanti ai quali la politica non può continuare a voltarsi dall’altra parte”, denuncia la leader di Fratelli d’Italia.

“La politica non si giri dall’altra parte”

Con questi numeri l’Italia è una nazione destinata a scomparire“, dice ricordando le proposte e le iniziative parlamentari a sostegno della maternità avanzata da Fratelli d’Italia. Attraverso interventi mirati. “Da anni conduciamo, spesso in solitudine, una battaglia affinché il sostegno natalità sia una priorità dell’Italia e dell’Europa. Un’emergenza – insiste la Meloni –  che richiede risposte imminenti. Sulla quale abbiamo presentato decine di proposte. Che vanno dagli asili nido gratuiti a strumenti di sostegno alla maternità come il reddito di infanzia“.

“Draghi non faccia come Conte”

La nota si conclude con un appello alla discontinuità. “Per Giuseppe Conte la natalità non è stata una priorità. Chiediamo al premier Draghi di non commettere lo stesso errore dei suoi predecessori. E dei partiti che oggi sono anche nel suo governo. Perché i figli non sono un bene di lusso ma sono la garanzia di futuro per la nazione. E lo Stato ha la responsabilità di dare su questo risposte ai cittadini”.

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sostienici

In evidenza

News dalla politica