Brasile, condanne annullate per Lula: «Vizi formali». Bolsonaro: «Il giudice è del suo partito»

9 Mar 2021 15:22 - di Michele Pezza
Lula

Luiz Inacio Lula da Silva torna in pista e potrà sfidare Jair Bolsonaro alle prossime presidenziali in Brasile. È questo il primo effetto dell’annullamento della doppia condanna per corruzione da parte della Corte suprema. «Gravi motivi procedurali», si legge nella sentenza del giudice Luiz Edson Fachin, secondo cui il tribunale che ha condannato Lula non era quello competente a giudicarlo. Non si tratta, dunque, di una riabilitazione nel merito dello storico leader della sinistra brasiliana, oggi 75enne, ma di un difetto nella giurisdizione. Dal canto suo la Procura ha già annunciato ricorso.

Fu condannato per corruzione e riciclaggio

Ma le speranze di giudicare di nuovo l’ex-presidente sono ridotte al lumicino per l’incombenza dei termini di prescrizione. Anzi, secondo l’ex procuratore Deltan Dallagnol potrebbero essere già scaduti. Come si ricorderà, Lula era rimasto coinvolto nell’inchiesta Lava-Jato condotta a partire dal 2014 dal procuratore Sergio Moro. Ne emerse un gigantesco spaccato di corruzione e riciclaggio con dentro Lula, parte del suo governo e del suo Partito dei LavoratoriE con epicentro la Petrobas, azienda petrolifera statale. Grazie al pentito Alberto Youssef, le autorità brasiliane riuscirono a scoperchiare il giro illecito di mazzette per un valore era pari a 1,7 miliardi di euro.

Ora Lula è di nuovo leggibile

Ma ormai, almeno per Lula, grazie alla sentenza di Fachin, di tutto questo non resterà più nulla. Almeno sotto l’aspetto formale. Sotto quello sostanziale si vedrà. Come immaginabile, l’ex-presidente sta già provando a spacciare l’annullamento per motivi tecnici in un’assoluzione nel merito. Contro la sentenza il governo può interporre appello, e forse lo farà. Ma è anche vero che il calvario giudiziario del leader socialista non è affatto concluso. Altri procedimenti penali, ancora lontani dalla decisione finale, lo attendono a Brasilia e a San Paolo. Nel frattempo, è Bolsonaro ad alzare la voce per accusare il giudice Fachin, ricordandone gli stretti legami con il partito di Lula.

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