Borse di Prada: così la dirigente di Zingaretti ha svenduto la Regione Lazio sui rifiuti

martedì 16 Marzo 15:07 - di Paolo Lami

Borse di Prada, bracciali di Cartier, viaggi di piacere: era questo, ma non solo, il prezzo, secondo il gip di Roma che ne ha disposto l’arresto con l’accusa di corruzione, per il quale  Flaminia Tosini, superdirigente di Zingaretti in Regione Lazio come responsabile del settore rifiuti e vicina al Pd, ha svenduto il suo ruolo istituzionale a favore di Valter Lozza, proprietario della discarica di Monte Carnevale, amministratore delle società ‘Ngr Srl’ e ‘Mad Srl’ e considerato il re della monnezza laziale.

Il gip romano Annalisa Marzano che ha autorizzato gli arresti domiciliari della Tosini e di Lozza, su richiesta dei procuratori aggiunti Paolo Ielo e Nunzia D’Elia, definisce la Tosini, nell’ordinanza di custodia cautelare,  astuta e disinvolta.

“L’intero Dipartimento della Regione Lazio, cruciale per la salvaguardia dell’interesse ambientale del territorio laziale, a causa delle condotte illecite poste in essere dalla sua dirigente, Flaminia Tosini, è stato totalmente ripiegato sugli interessi privati di Valter Lozza – scrive il gip nell’ordinanza che ha portato ai domiciliari i due. – L’indagata, pur ricoprendo un incarico piuttosto delicato, con una straordinaria astuzia e inconsueta disinvoltura, ha manipolato la procedura amministrativa volta alla individuazione della prossima discarica di rifiuti solidi urbani della Capitale e lo faceva ricorrendo ad indebite scorciatoie”.

“Gli innumerevoli servigi resi a Lozza, in dispregio di ogni minima regola di trasparenza e imparzialità della Pubblica amministrazione, hanno descritto una donna totalmente indifferente ai risvolti pericolosi delle sue illecite determinazioni – sostiene il gip Annalisa Marzano – ma hanno anche delineato lo spregevole tratto affaristico che ha governato e orientato gli indebiti comportamenti del funzionario pubblico”.

“Tutto ciò – aggiunge il gip svelando anche un risvolto sentimentale della vicenda – anche grazie all’astuzia e alla scaltrezza di Lozza, il quale, consapevole della carica apicale e strategica della Tosini, ne approfittava per un verso consolidandone la relazione affettiva mediante l’astuto ricorso a regali dall’ingente valore economico e su altro versante rassicurandola sulla condivisione dei profitti conseguiti”.

Tosini, “non contenta – aggiunge il gip capitolino – orientava le determinazioni regionali – in tema di rifiuti – agli interessi dell’amico imprenditore che gestiva anche le discariche di Civitavecchia e Roccasecca: nel primo caso assicurando a Lozza l’ampliamento della discarica per rifiuti non pericolosi di Civitavecchia e nel secondo caso riuscendo a manipolare le determinazioni i di altri organi dello Stato (la Presidenza del Consiglio dei ministri) assicurando a Lozza la conferma dell’innalzamento della quota della discarica di Roccasecca (a mt 16,70 come stabiliti originariamente dalla Regione Lazio)”.

“Il quadro probatorio raccolto nel corso delle indagini svolte ha svelato con sconcerto – conclude il gip nell’ordinanza di custodia cautelare – che il ciclo integrato dei rifiuti urbani della Regione Lazio è illecitamente monitorato e governato da Flaminia Tosini“.

E nei corridoi della Regione Lazio c’è chi ricorda che non ha voluto dirigenti sotto di lei, e che quasi tutte le sue aree hanno lei come dirigente ad interim.

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