M5s, svolta Grillo: “È l’ora dei compromessi”. Casaleggio lancia il contromanifesto

giovedì 4 Marzo 16:10 - di Valeria Gelsi
grillo m5s

Due Manifesti contrapposti: uno che parla di «idee ribelli», pubblicato sul Blog delle stelle; l’altro che parla di «compromessi necessari», pubblicato da Beppe Grillo sul suo blog. Tra Associazione Rousseau e vertici del M5S si è consumata oggi «una frattura sempre più insanabile», come l’ha definita il sottosegretario all’Interno Carlo Sibilia, commentando il Manifesto “ControVento – Principi e valori per ritornare a volare alto” annunciato oggi, per il 10 marzo, dall’area di Casaleggio e anticipato con un lungo post sul Blog delle stelle.

L’affondo di Rousseau a Di Maio

«Non è più tempo di avere sogni moderati», si legge nel testo, che invita tra l’altro ad «anteporre le riforme alle poltrone» e a «non dobbiamo accomodarci sulle seggioline della tifoseria della politica, sventolando le bandiere di destra contro sinistra, opposizionisti contro governisti, nordisti contro sudisti». Non stupisce quindi che il post, che rimarca anche la centralità dell’«ecosistema Rousseau», sia stato letto dai parlamentari M5S come un atto ostile, tanto più che appena una settimana fa Luigi Di Maio aveva parlato del M5S come di una forza «moderata e liberale».

Terremoto nel M5S: «Da Casaleggio guerra aperta»

L’annuncio del Manifesto di Rousseau ha provocato un terremoto nel M5S, dove le chat dei parlamentari sono esplose in un susseguirsi «ora liberi tutti: ci disiscriviamo» e «Casaleggio è andato alla guerra aperta». «Rousseau è un partito politico nel M5S che lavora contro il Movimento e con i soldi dei suoi parlamentari», ha commentato poi Sibilia. Epperò, la faccenda non è così semplice, perché oggi chi lascia Rousseau e automaticamente fuori dal gruppo M5s. Si tratta di «un paradosso che va risolto immediatamente», hanno quindi sottolineato fonti parlamentari, annunciando una lettera a Vito Crimi perché sciolga il nodo.

Grillo invoca «La rivoluzione Mite del M5S»

A stretto giro, mentre il M5S veniva investito dal «vero e proprio blitz di Casaleggio», è arrivata la risposta di Grillo. Un contromanifesto intitolato «La rivoluzione Mite del MoVimento», con un gioco di parole tra il nome ministero della Transizione economica e il significato letterale della parola che si sviluppa dal suo acronimo: mite, appunto. Grillo, dunque, mentre attende fiducioso la transizione ecologica, ne annuncia una già compiuta: quella dai bei tempi andati, in cui la parola d’ordine era “Vaffa”, ai tempi attuali in cui il «motto» è, scrive il garante, «o con le buone o con le buone».

Parola d’ordine: “scurdamm’c o passato”

«In un anno tutto è cambiato. Per restare fedele a se stesso cambia anche il MoVimento 5 Stelle. Cambia parole. Cambia metodo. “O con le buone o con le buone” è ora il nostro motto. Con le buone o con le buone il Paese sta affrontando la pandemia nel 2021. O con le buone o con le buone, il Movimento 5 stelle promuove il cambiamento del Paese. Sia per il 2021, sia per il 2050», si legge nel Manifesto di Grillo per il M5S. Tutto il testo, che pure entra nel merito di alcune questioni, si connota come un invito a guardare al futuro. Ma, in realtà, suona soprattutto come uno “scurdamm’c o passato”. Evidentemente, a partire da Rousseau, che invece, esortando a «ritornare a volare alto» si richiama chiaramente ai «valori e ai principi» delle origini.

L’autoassoluzione: «Fatti errori, ma chi non ne fa?»

Grillo scrive che: bisogna guardare al «mondo di dopo» che «sarà diverso dal mondo di prima»; bisogna soffermarsi su quello che Mario Draghi «farà» e «non su quello che ha fatto»; il M5S darà «il meglio per contribuire a fare un uso più lungimirante possibile dei 210 miliardi che l’Unione europea mette straordinariamente a disposizione dell’Italia per uno straordinario Piano di Ripresa»; «abbiamo fatto degli errori», ma «chi non ne fa?».

Grillo benedice i «compromessi necessari» del M5S

In questo nuovo corso, assicura Grillo, avranno un ruolo anche Giuseppe Conte, al quale «è stato chiesto di scrivere insieme un progetto per il futuro del Movimento», e Virginia Raggi, della quale giustifica la ricandidatura a Roma, dove comunque, «possiamo fare meglio», dicendo che «è in buona posizione per dare nuovo slancio ecologico alla Capitale». Insomma, nel manifesto di Grillo, l’afflato ecologista diventa l’ombrello sotto cui giustificare ogni cosa, anche i «compromessi necessari nei governi di coalizione» e l’affermazione secondo cui «il Movimento 5 stelle si sta allenando da anni per questo momento!». A patto, però, di dimenticarsi del passato.

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