Berlusconi si conferma “Paperone della politica” al Parlamento italiano e a Bruxelles: ecco il tesoretto

martedì 2 Marzo 20:48 - di Prisca Righetti
reddito Berlusconi

Berlusconi si conferma il “Paperone della politica”. Sia al Parlamento italiano, che a quello di Bruxelles. Vediamo allora, nel dettaglio, a quanto ammonta e in cosa consiste, tra ville, azioni, titoli e beni di lusso, il suo tesoretto. Un reddito tra i più strabilianti, anche se rispetto al 2019 ha perso più di 500mila euro, con un imponibile di oltre 47 milioni di euro dichiarati al fisco nel 2020. E che attesta, ancora una volta, Silvio Berlusconi in vetta alla classifica dei ricconi. Un primato che conferma il Cav come il più facoltoso del Parlamento italiano e di quello di Bruxelles. Non solo: conti alla mano, l’imprenditore in prestito alla politica è risultato anche il numero uno tra i leader di partito e di governo. Dunque, spulciando “l’anagrafe patrimoniale dei dirigenti di partito” consultabile on line, riferisce l’Adnkronos, si scopre però che il reddito del Cav, pur restando sempre al top della classifica, rispetto a quello denunciato nel 2019, registra come anticipato una perdita di poco più di 500mila euro. Insomma: il Conte bis, di fatto, non avrebbe portato tanta fortuna al presidente di Fi che con l’avvocato del popolo a palazzo Chigi (dal primo giugno 2018 al 13 febbraio scorso) ha guadagnato di meno.

Reddito di Berlusconi, si conferma il “Paperone” del nostro Parlamento e a Bruxelles

Entrando nel dettaglio del report da record, tra cifre e riscontri, confronti e comparazioni, si evince allora che nel 2018, quando il padre nobile di Forza Italia è tornato a comparire nella “lista” in quanto leader del partito da lui fondato, dopo essere stato assente qualche anno per la decadenza dalla carica di senatore per effetto della legge Severino, Berlusconi ha percepito (in relazione al periodo di imposta 2017) 48 milioni 011 mila 267 euro. Sbaragliando la concorrenza, alla Camera, al Senato e a Palazzo Chigi. Tanto per fare un esempio, il presidente del Consiglio Conte si fermava a 370mila euro. E se nel 2019 i lauti guadagni del leader forzista sono rimasti sostanzialmente invariati: ossia pari a 48 milioni 022mila 126 euro (riferito al “periodo d’imposta”2018). Nel 2020 il reddito di Berlusconi è arrivato ai 47milioni 492 mila 818 euro incassati. Con un ammanco di 518mila 449 euro rispetto all’esercizio precedente, come certificato dall’ultima dichiarazione dei redditi, firmata il 20 gennaio scorso e visionata appunto dall’Adnkronos.

Reddito di Berlusconi, le Ville in Italia, dal Lago Maggiore a Lampedusa, e 2 magioni ad Antigua

Negli ultimi tre anni il patrimonio mobiliare e immobiliare dell’ex premier non è cambiato. «Rispetto all’ultima dichiarazione non è intervenuta nessuna variazione», si legge infatti nel modulo consegnato al fisco. Berlusconi, quindi, ha conservato la proprietà di tre “fabbricati” a Milano (a cominciare dalla storica residenza di via Rovani, prima del Covid utilizzata per i vertici di centrodestra con Matteo Salvini) e di Villa Campari, sul Lago Maggiore, a Lesa, provincia di Novara. Possiede, inoltre, due magioni ad Antigua e una a Lampedusa (l’ex villa Due Palme, acquistata nel 2011). E ha conservato la proprietà pure di Villa Maria, a Rogoredo di Casatenovo, dove viveva con la ex fidanzata Francesca Pascale.

I beni extra lusso e il “pacchetto titoli”

Oggi, per la cronaca, l’ex capo del governo ha una nuova compagna, la deputata azzurra, Marta Fascina. Dopo la separazione dalla seconda moglie Veronica Lario, non si è più sposato ed è rimasto celibe. Alla voce “stato civile” della dichiarazione dei reddito 2020, infatti, Berlusconi ha indicato “libero”, mentre nell’ultimo modulo risultava ancora divorziato. Altre curiosità: oltre ai 47 milioni di euro, fanno parte del “tesoretto” del Cav anche altri beni preziosi. Come una Audi A6 immatricolata nel 2006 e tre imbarcazioni extra lusso: la San Maurizio (comprata nel 1977), il Magnum 70 (del ’90) e la barca a vela Principessa vai via (del 1965). Quest’ultima, raccontano, sarebbe stata venduta negli anni scorsi al patron di Mediolanum Ennio Doris, ma ora è tornata tra le proprietà del leader di Fi. Invariato resta il “pacchetto titoli” dell’imprenditore brianzolo. Parliamo di 5.174.000 azioni della Dolcedrago spa. 2.444.144 azioni della Holding italiana 1 spa. 2.199.600 della Holding italiana 2 spa. Nel portafoglio del Cav risultano poi 1.193.400 “quote” della Holding italiana 3 spa. 1.095.140 azioni della Holding italiana 8 spa. 200 azioni della Banca popolare sviluppo di Napoli e 896mila titoli della Banca popolare di Sondrio.

 

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