Bancarotta fraudolenta e fatture false, nuovo processo per i genitori di Renzi. Inizierà il 1° giugno

mercoledì 10 Marzo 16:27 - di Elsa Corsini

Rinviati a giudizio per bancarotta fraudolenta e fatture falsi i genitori di Matteo Renzi. Il decreto è stato emesso dal giudice dell’udienza preliminare, Giampaolo Boninsegna. I coniugi Tiziano Renzi e Laura Bovoli andranno a processo con altri 16 imputati. La prima udienza è fissata per il 1° giugno.

Bancarotta fraudolenta, rinviati a giudizio i genitori di Renzi

Lo scorso 3 marzo, in , il pm Luca Turco aveva depositato una memoria integrativa di 40 pagine. Per rafforzare l’accusa nei confronti degli imputati. Per i reati loro contestati nel febbraio 2019 erano finiti agli arresti domiciliari (revocati dopo 18 giorni).

Il nuovo processo riguarda il fallimento di tre cooperative. ‘Delivery Service Italia’, ‘Europe Service‘ e ‘Marmodiv‘. Che si occupavano in particolare di volantinaggio. E distribuzione di materiale pubblicitario. Secondo le accuse i genitori dell’ex premier sarebbero stati amministratori di fatto delle tre coop.

L’indagine parte dal fallimento di tre cooperative

L’indagine era partita dalla ‘Delivery Service Italia’. Dichiarata fallita a giugno 2015. E di cui Tiziano Renzi e la moglie  sarebbero stati amministratori di fatto fino a giugno 2010. Secondo le accuse avrebbero “causato il fallimento della società. Avendo omesso sistematicamente di versare gli oneri previdenziali e le imposte. O aggravando il dissesto”. Insieme a loro anche Roberto “Billy” Bargilli. L’autista del camper di Matteo Renzi alle primarie del 2012. E  in passato nel cda della cooperativa.

Per la ‘Europe Service’, fallita ad aprile 2018, sono accusati con altri di aver sottratto i libri e le altre scritture contabili. Per procurarsi un ingiusto profitto di ‘recare pregiudizio ai creditori’. Per la ‘Marmodiv’, fallita il 20 marzo 2019, i coniugi Renzi ono accusati di bancarotta fraudolenta insieme a Giuseppe Mincuzzi. Presidente del cda fino al marzo 2018. E a Daniele Goglio “amministratore di fatto fino a marzo 2018”.

Per il pm Luca Turco, contribuirono al dissesto della società. Esponendo nel bilancio di esercizio al 31 dicembre 2017, crediti per ‘fatture da emettere’. Non rispondenti al vero. Per un importo superiore a 370 mila euro.” Iscrivendo a conto economico maggiori ricavi. Ed evitando di evidenziare una perdita d’esercizio”.

Renzi, Bovoli e Mincuzzi “erano in grado di cedere a Goglio la cooperativa. Ormai fortemente indebitata. E Goglio poteva tenere la condotta distrattiva contestata”. Per la Marmodiv i coniugi Renzi sono accusati anche di aver emesso fatture false. “Per operazioni in parte inesistenti”. Il tutto per permettere alla ‘Eventi 6 srl’ di evadere le  imposte sui redditi. Della Eventi 6 erano socie la mamma e le sorelle di Renzi, estranee all’indagine della Procura.

La difesa: castello accusatorio infondato

La difesa dei Renzi parla di accuse del tutto infondate. “Giù dalle carte emerge la prova della infondatezza del castello accusatorio”. Così l’avvocato Federico Bagattini, dopo il decreto che dispone il rinvio a giudizio. “Confidiamo quindi di poter confutare la tesi inquisitoria in tale sede”.

Per l’emissione di false fatture dalla Party srl e la Eventi 6 i coniugi Renzi sono già stati condannati in primo grado dal tribunale di Firenze a un anno e nove mesi di reclusione (pena sospesa). Nell’ambito dello stesso processo l’imprenditore D’Agostino è stato condannato a 2 anni con l’accusa anche di truffa aggravata. Avrebbe pagato i coniugi Renzi per lavori inesistenti.

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