Riduce in schiavitù la compagna: denunciato 42enne a Belluno. Era già stato condannato per stalking

sabato 6 Marzo 10:19 - di Davide Ventola
schiavitu foto

A due giorni dall’8 marzo, la vicenda esplode con tutta la sua brutale emergenza. Un uomo di 42 anni aveva ridotto in schiavitù la propria compagna, costringendola a vestirsi con abiti lunghi, insultandola, picchiandola e violentandola fino a farla svenire. È accaduto ad Alpago, in provincia di Belluno. L’uomo è accusato di maltrattamenti, violenza sessuale ed esplosioni di gelosia senza motivo.

Ridotta in schiavitù: l’uomo ha precedenti specifici

Secondo quanto ricostruito dal Corriere delle Alpi, la donna alla fine di sei mesi di angherie e di umiliazioni ha denunciato l’uomo.  La vicenda sarebbe accaduta a casa della donna ad Alpago, nel periodo che va da dicembre 2019 a giugno 2020. L’uomo la obbligava a non uscire, a indossare vestiti lunghi, la riempiva di lividi e graffi. In almeno due occasioni, secondo quanto hanno ricostruito gli investigatori, l’uomo l’avrebbe scaraventata sul letto, strappato i vestiti e stuprata.

La sequela di violenza fa paura. L’uomo aveva trattato la donna come la sua schiava. Le dava pugni, calci, e le sputava in viso.  Immancabili gli insulti, da «fai schifo» a «Sei la più grande puttana che abbia mai frequentato», o ancora «Ti spacco tutte e due le gambe», «ti distruggo, ti ammazzo!». La donna non si poteva truccare, non poteva indossare abiti scollati o aderenti.

 

Se provava a uscire di casa o a sentire qualcuno l’uomo la aggrediva. Si era persino dovuta cancellare da tutti i social. Il processo inizierà il 26 maggio. L’uomo aveva un precedente simile: 9 anni fa fu condannato a 10 mesi di reclusione (pena sospesa) per stalking e violazione domicilio. La vittima era la sua ragazza di quel periodo.

Una donna su tre ha subito violenze

Il tema della violenza di genere, a 48 ore dalla festa della donna, emerge in tutta la sua urgenza. Una donna su tre nell’Unione europea ha subito violenze fisiche e o sessuali. Come denuncia Valeria Zagolin, presidente della Commissione Pari opportunità di Treviso: “I dati italiani sono tra i peggiori, secondo il Global Gender gap 2020; l’Italia si trova al 76° posto. Ci si scontra ancora con problemi culturali di rappresentazione della società che tendono a mantenere una distinzione di ruoli sociali e economici che, sicuramente, non è più basata su caratteristiche “fisiche”.

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