«A 17 anni postò tweet razzisti»: dieci anni dopo la direttrice di Teen Vogue costretta alle dimissioni

sabato 20 Marzo 10:57 - di Viola Longo
direttrice teen vogue

La censura isterica e retroattiva fa un’altra vittima eccellente. Si tratta di Alexi McCammond, 27enne afroamericana, stella emergente del giornalismo Usa. Anzi, ex stella emergente. McCammond, infatti, ha dovuto lasciare la direzione di Teen Vogue dopo le polemiche scatenate da alcuni suoi tweet giudicati “razzisti” nei confronti degli asiatici e degli omosessuali. Tweet vecchi di dieci anni, ovvero risalenti a quando la giornalista aveva 17 anni.

I tweet pagati cari dalla direttrice di Teen Vogue

Approdata a Teen Vogue come direttrice il 5 marzo dopo una carriera fulminante, McCammond è stata “bruciata” da una manina che ha reso pubblici alcuni suoi post di quando era adolescente. E per i quali, per inciso, si era già scusata nel 2019. In particolare, i “reati contro la morale” dell’allora 17enne McCammond furono: uno sfogo contro «uno stupido professore asiatico» che le aveva messo un brutto voto; l’annuncio, in un’altra occasione, che avrebbe cercato «su Google per capire come non svegliarmi con gli occhi gonfi da asiatica». Nello stesso periodo avrebbe poi usato i termini «gay» e «homo» con una accezione negativa.

McCammond si era già scusata, ma non è bastato

Alla Condé Nast, casa editrice di Vogue, sapevano della vicenda, per la quale McCammond aveva già fatto ammenda due anni fa, scusandosi e cancellando quei vecchissimi post. Un passaggio giudicato sufficiente a soprassedere. Non è stato così, invece, per i dipendenti di Teen Vogue, che hanno scritto una lettera contro la neo direttrice. La stessa McCammond quindi è tornata a cospargersi il capo di cenere. «Sono davvero dispiaciuta per aver usato un linguaggio così offensivo. E non scusabile in qualunque momento della mia vita», ha scritto su Twitter.

Il boicottaggio degli investitori

Ma neanche questa nuova ammenda è servita e un paio di investitori importanti hanno annunciato che non avrebbero più fatto pubblicità su Teen Vogue, segnando la fine della carriera della direttrice, che tra l’altro era stata anche nominata giornalista emergente dell’anno dall’Associazione dei giornalisti neri. «Dopo aver parlato con Alexi abbiamo concordato che la cosa migliore fosse separarci, in modo da non oscurare l’importante lavoro che stiamo facendo a Teen Vogue», ha scritto ai dipendenti il direttore del personale di Condé Nast Stan Duncan, comunicando il benservito alla giovanissima direttrice dopo appena due settimane di permanenza in carica. Solo ultima vittima eccellente di quella “cancel culture” da cui ormai nessuno sembra più potersi salvare.

 

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