“1984” di Orwell ora è anche un fumetto: «Una versione sorprendente del romanzo»

lunedì 15 Marzo 17:34 - di Agnese Russo
1984 fumetto orwell

La fedeltà al romanzo, i disegni studiati per restituirne la «dimensione oppressiva» e una prefazione che non fa sconti all’«essere umano», firmata da Stefano Zecchi. È la versione fumetto di 1984, il romanzo capolavoro di George Orwell, edito in Italia dalla casa editrice Ferrogallico.

«Versione sorprendente della distopia orwelliana»

Il fumetto, già uscito in Francia e adattato da Xavier Coste, vede «le immagini unirsi vorticosamente alle parole in una versione sorprendente dell’intramontabile distopia orwelliana», come sottolineano le note dell’editore. Il libro, reperibile da oggi in libreria, oltre che sul sito dei «fumetti ostinati e contrari» di Ferrogallico, è un’opera in brossura di 240 pagine a colori.

La prefazione firmata da Stefano Zecchi

Nella sua prefazione, Zecchi scrive che 1984 è «una atroce denuncia non solo del totalitarismo, della comunicazione globale e del Grande Fratello che ci osserva instancabile da chissà dove, ma in particolare della stupidità e della miseria dell’uomo, incapace di credere in se stesso, di avere coraggio, di pensare in grande; di un uomo in grado di difendere soltanto la propria miserabile (spiritualmente) mediocrità, pauroso di perdere la sanità del corpo, vile e traditore». Si tratta, prosegue Zecchi, di «una lucida, drammatica descrizione di un’umanità indifferente e vile. Disposta a consegnare la propria persona a chiunque pur di liberarsi dal peso della responsabilità di scegliere e decidere con la propria testa. Questo è 1984: una spaventosa e inappellabile accusa dell’essere umano».

Totale fedeltà del fumetto “1984” al testo di Orwell

«Ho lavorato all’albo di 1984 – ha spiegato Xavier Coste – per tre anni, dopo quindici anni di maturazione. Mi sono attenuto con incrollabile fedeltà al testo di George Orwell, che ho ritradotto cambiando solamente abiti ai personaggi». «Ho lavorato principalmente al disegno e alla messa in scena, non al linguaggio», ha chiarito l’autore, nato nel 1989 in Normandia. Dopo una laurea in arti grafiche a Parigi, Coste nel 2012 ha pubblicato il suo primo albo Egon Schiele, vivre et mourir per Casterman, per poi realizzare numerose opere, tradotte in vari Paesi, fino a questo lavoro che arricchisce l’articolata proposta di Ferrogallico.

«Nei disegni la dimensione oppressiva del libro»

«Mi sono dedicato alle architetture – ha chiarito ancora Coste – per sottolineare la dimensione oppressiva del romanzo. Ho giocato sui rapporti di scala per rappresentare enormi edifici monolitici che schiacciano uomini ridotti a delle formiche. Ho segmentato il libro con quattro gamme di colori per dare una chiara identità alle diverse atmosfere tra il ministero; i quartieri proletari; la prigione e – ha concluso l’autore – le apparizioni del Grande Fratello».

 

 

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